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La polemica. Alle ATP Finals Sinner festeggiato con una “pioggia” di Asti Spumante. Ma per alcuni media erano bollicine francesi. Consorzio duro: «Siamo alla sudditanza culturale». Stefano Ricagno (presidente) «Amarezza per i produttori»

In merito ad alcuni commenti dei media dopo la vittoria di Jannik Sinner al torneo Nitto ATP Finals di Torino, ecco una nota stampa del Consorzio dell’Asti Spumante e del Moscato d’Asti che, ricordiamo, per il quinto anno consecutivo è stato partner della manifestazione sportiva seguita in tutto il mondo, come hanno dimostrato logo e bottiglie di Asti docg molto visibili durante le partite e in altre fasi dell’evento oltre che in uno speciale corner nella Inalpi Arena di Torino. Ecco il comunicato del Consorzio dell’Asti.

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“Vinciamo in casa, festeggiamo con uno spumante italiano mostrato in mondovisione e certificato con una ‘doccia’ post match ormai iconica di Sinner a base di Asti Spumante ma gli unici a rimanere con un po’ di amaro in bocca per il trionfo alle Nitto ATP Finals sono proprio le centinaia di produttori che assieme al Consorzio hanno investito sull’italianità come carta vincente”. Lo ha detto oggi Stefano Ricagno, presidente del Consorzio Asti Docg – da cinque anni sparkling wine partner dell’evento – commentando decine di articoli che hanno descritto i festeggiamenti post partita di Jannik Sinner con una “pioggia a base di Champagne”. Il Consorzio Asti Docg ringrazia i media che hanno correttamente riportato l’esultanza del campione altoatesino con lo spumante astigiano, ma non può fare a meno di constatare come sia ancora troppo lunga la strada per azzerare la sudditanza culturale con le bollicine francesi da parte della nostra Informazione. L’Asti Spumante è orgogliosamente partner della prima ora delle Finals di Torino e l’ente di tutela del territorio spumantistico più antico d’Italia non può esimersi dallo stigmatizzare un’esterofilia che in questo caso deprime una vittoria tutta italiana.

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IL COMMENTO

Amarissima la considerazione che il presidente consortile affida a una nota stampa. E non è neppure la prima volta che accade. Commentatori sportivi e non, giornalisti della carta stampata, presentatori TV, perfino politici, locali e non, quando si tratta di festeggiare con un calice di spumante cadono nel tranello “champagnistico”. “Brindare alla vittoria con lo Champagne!” certo è diventato un modo di dire. Tuttavia quando sul podio, sul palco o in mille altre occasioni le bollicine sono italiane, magari sono piemontesi, si dovrebbe avere il buon gusto o la deontologia professionale o magari solo un po’ di orgoglio nazionale per non fare brutte figure e relegare il nostro Paese al ruolo di gregario di un grande spumante (perché lo Champagne lo è), ma che, fermo restando gusti personali e assuefazioni a un marketing vincente che continua da alcuni secoli, ha degni vini italiani comparabili. Comunque sia vina Jannik Sinner e vina l’Asti Spumante e il Moscato d’Asti che fatti in Italia e in Piemonte e sono brindati in tutto il mondo.

fi.l.

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