
Giovanni Minetti (foto sotto), manager di lungo corso nel mondo del vino piemontese – «io vengo dalle vigne» – e presidente del Consorzio dell’Alta Langa docg (direttore è Paolo Rossino) conferma l’ottima qualità delle uve pinot nero e chardonnay che in alcune aree saranno vendemmiate già ai primi di agosto. Serviranno a fare l’Alta Langa docg, lo spumante brut Metodo Classico (prevede la fermentazione in bottiglia) che sta rinverdendo i fasti della spumantistica piemontese. Ma avverte: «Per avere un’analisi precisa bisognerà, ovviamente, attendere la raccolta. Queste settimane – osserva – saranno cruciali, soprattutto dal punto di vista climatico. Nei mesi scorsi abbiamo avuto qualche danno da grandine che, però, non ha danneggiato in modo significativo. Ora aspettiamo la vendemmia».

C’è da osservare che l’areale di produzione dell’Alta Langa è molto ampio e va dal Monregalese alle Langhe cuneesi e astigiane fino all’Ovadese, precisamente in una fascia collinare del basso Piemonte, alla destra del fiume Tanaro, che comprende 149 comuni delle province di Asti, Alessandria e Cuneo. Dunque con condizioni che possono variare come clima e risorse idriche.
È il caso di Loazzolo, paese vetta della Langa Astigiana che è una delle patrie dell’Alta Langa docg.

Carlo Galliano (foto sopra), con la sua famiglia, guida la Cantina Borgo Maragliano. Sulla raccolta 2026 dà indicazioni precise: «Da noi l’uva non è ancora in grave stress idrico, ma è da raccogliere il prima possibile. Cominceremo già tra il 3 e 4 agosto, con il Pinot Nero. Aspettare potrebbe compromettere l’acidità dell’uva che è una componente fondamentale per i nostri spumanti». Ma il clima torrido di questi giorni, con punte anche di 40 gradi, resta un fattore dirimente, sia per le uve che per coloro che le vendemmieranno. Dice Galliano: «Staccheremo i grappoli dalle 6 fino a massimo le 11 del mattino. Dopo è impossibile, sia per le temperature a cui potrebbero esporsi i vedemmiatori, sia per la temperatura degli acini che può arrivare anche a 37 gradi e, quindi, ingestibile in Cantina». In ogni caso la qualità delle uve per Alta Langa si preannuncia strepitosa: «Sì, sarà un’annata ottima per un vino che ci sta dando soddisfazioni su molti mercati».
Indicazioni condivise anche dal presidente Minetti: «Anche se stiamo parlando di una produzione limitata rispetto ad altre denominazioni vinicole piemontesi, l’Alta Langa sta conquistando attenzione, prestigio e, soprattutto, vendite in molte aree commerciali, oltre all’Italia, e questo ci fa molto piacere, ovviamente. Imperativo più che mai tenere sotto controllo qualità e tutela della denominazione». Un segnale in controtendenza che, anche se contenuto, fa immagine e ben sperare.

Da Mara Ghibaudo (foto sopra), enologa alla Bosca di Canelli, Cantina storica condotta da Pia, Polina e Luigi Bosca, un report sugli ultimi controlli in vigna. DIce: «Ieri (29 luglio ndr) abbiamo fatto il primo campionamento di pinot nero e chardonnay. I risultati rispetto all’anno scorso pari periodo ci portano a pensare che dovremmo iniziare la raccolta verso il 10/11 agosto, quindi una settimana in anticipo rispetto alla raccolta 2025». Non mancano, però, i problemi dovuti alla carenza di precipitazioni. «C’e’ meno acqua rispetto all’anno scorso – osserva l’enologa che aggiunge – ed essendoci temperature più elevate e meno escursione termica fa caldissimo anche di notte. Quindi la pianta potrebbe attuare un sistema di protezione contro il caldo rallentando la maturazione». Bisogna aspettare i prossimi giorni per segnali esaustivi dalla vite. Dice ancora Ghibaudo: «Il campionamento decisivo sarà quallo della prossima settimana (dal primo agosto in poi ndr) dove capiremo non solo quando iniziare, ma se iniziare prima con pinot oppure con chardonnay». E la qualità in vigna? «Ora le uve si presentano molto sane e ci aspettiamo quantità allineate con l’anno scorso, salvo il meteo».

Riccardo Capetta della famiglia che controlla l’omonimo Gruppo vitivinicolo di Santo Stefano Belbo con brand come Capetta, Duchessa Lia e Balbi Soprani, conferma le previsioni al top per le uve chardonnay e pinot nero da Alta Langa docg. «Stiamo monitorando vigna per vigna. Per quanto riguarda la raccolta si dovrebbe partire già dalla prossima settimana per le zone più precoci e dopo il 15 di agosto per le altre» dice.

L’enologo che si occupa per Capetta di Alta Langa docg, Paolo Bussi (foto sopra), conferma: «Oggi (30 luglio ndr) ero tra i filari di prima mattina e devo dire che il pinot nero sta giù completando in modo definitivo l’invaiatura (il cambiamento di colore tra verde e rosso che nei vitigni a bacca nera è indice di maturazione ndr). Ottima l’acidità e la qualità è comunque al massimo, nonostante la mancanza di pioggia che non ha danneggiato molto questi vitigni, mentre per il moscato ci vorrebbe un po’ di pioggia. Per l’Alta Langa si preannuncia un’ottima annata».

Infine una Cantina cooperativa, la Tre Secoli, uno tra gli enopoli più grandi del Piemonte, che ha sedi Mombaruzzo nell’Astigiano e a Ricaldone nell’Acquese. Pur avendo come focus principali i vitigni Moscato bianco, Brachetto e Barbera con le rispettive denominazioni, ha una piccola e preziosa produzione di Alta Langa docg. Dice il presidente, Bruno Fortunato (foto sopra): «Anche noi cominceremo a staccare le uve chardonnay e pinot nero che servono per le alte bollicine già a inizio agosto. La notizia, però, per noi più eclatante è che cominceremo a vendemmiare il Brachetto già prima del 15 agosto. Un segno di come il clima è cambiato. Sarà un problema il caldo. Tutti cominceremo a vendemmiare all’alba e ci fermeremo al massimo a mezzogiorno. Tra pomeriggio e sera le temperature sono proibitive per lavori all’aperto. Quanto all’Alta Langa docg le uve si presentano di ottima qualità e, tempo permettendo, anche quest’anno porteremo in Cantina una materia prima per ottimi vini»
fi.l.