
S’intitola “Dizionario Enogastronomico Piemontese” il libro del giornalista Piero Abrate (Ipogeo edizioni, ma su Amazon è indicato come “Independently published”) presentato qualche giorno fa a Torino.
Dalle recensioni raccolte sul web si evince trattarsi di un’opera “di ampio respiro che raccoglie il patrimonio enogastronomico del Piemonte”.
Su Amazon il volume, di oltre 300 pagine (il link qui), è presentato così: “Prodotti della terra, salumi, formaggi, pane, dolci, vitigni e vini, birre, liquori, luoghi di produzione, personaggi, brand famosi, storia, tradizioni, associazioni, percorsi, feste, sagre e altre voci legate al Piemonte del mangiare e del bere sono stati selezionati e raccolti nel dizionario, che l’autore ha realizzato in anni di ricerca. Con questo lavoro, la letteratura enogastronomica si arricchisce di un’opera unica nel suo genere, capace di riunire centinaia di termini che attingono alla ricchezza di una regione, in tema di prodotti riconosciuti a livello comunitario, nazionale, regionale e comunale. E non mancano i piatti che hanno segnato la storia, alcuni dei quali, purtroppo, sono finiti nel dimenticatoio”. Insomma una presentazione che invoglia alla curiosità.
E a proposito di curiosità sulla copertina, che pubblichiamo, tra personaggi storici ricreati con l’AI, come Vittorio Emanuele, Margerita di Savoia, il conte Camillo Benso di Cavour e Napoleone, c’è un personaggio che assomiglia molto al giornalista Edoardo Raspelli, che personaggio storico ancora non è, ma è certamente il più celebre enogastronomo italiano che ha inventato e fatto la storia della critica gastronomica italiana ed autore e conduttore di programmi TV di grande successo su temi legati all’enoastronomia e all’agroalimentare.
L’altra curiosità che segnaliamo è che il Dizionario Enogastronomico Piemontese di Abrate, sempre secondo alcune recensioni, citerebbe anche Teofilo Barla, cuoco astigiano alla Corte sabauda a fine ‘800, che avrebbe inventato la Finanziera, uno dei piatti cult della cucina piemontese, e anche tante altre ricette ottocentesche piemontesi innovative e addirittura antenate di prodotti che sarebbero stati “inventati” secoli dopo, come l’hamburger, il famoso panino con un disco di carne macinata definito dal Barla “Asburger” in onore di nobili asburgici ospiti dei Savoia, di una bevanda simile a una attuale Cola, o dell’OV, bevanda a base di uova e marsala antesignano del moderno e commerciale liquore a base di alcol e uovo.
Detto questo per chi voglia approfondire la figura del Barla, che ebbe una vita da romanzo finita in modo tragico, e di altri personaggi a lui collegati, consigliamo di scaricare il materiale che da tempo questo blog custodisce, primo e unico caso tra i media piemontesi e italiani, in nome e memoria dello stesso Barla e del curatore delle sue opere, l’astigiano Armanno Armanni.
Link qui, qui e qui.
fi.l.