
Mancano pochi giorni alla decima edizione della manifestazione “Grandi Langhe e il Piemonte del vino”, evento riservato a giornalisti, comunicatori e operatori italiani e stranieri che si terrà dal 26 al 27 gennaio, alle OGR di Torino, con un’anteprima, aperta al pubblico prenotato, firmata da Gambero Rosso il 25 gennaio al Museo Nazionale del Risorgimento che è all’interno di Palazzo Carignano, uno dei più bei palazzi nel centro della prima Capitale d’Italia, testimone della storia della nazione italiana (info: grandilanghe.com e gamberorosso.it).
L’iniziativa, nata da un progetto condiviso e coordinato da Consorzio di Tutela Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani (presidente Sergio Germano) e Consorzio Tutela Roero (presidente Massimo Damonte), e oggi insieme anche a Consorzio Piemonte Land of Wine (presidente è Francesco Monchiero), punta a presentare la produzione vinicola di Langhe e Roero con quella di Astigiano, Monferrato, Alto Piemonte, Ovadese, Tortonese e molte altre terre del vino del Piemonte.
In vista della manifestazione torinese abbiamo chiesto ai presidenti di alcuni Consorzi che tutelano le denominazioni vinicole più diffuse, oltre ai due Consorzi albese e roerino e a Piemonte Land che organizzano direttamente l’evento, aspettative, auspici e prospettive. Ecco quello che hanno risposto.

Stefano Ricagno (Consorzio dell’Asti Spumante e del Moscato d’Asti)
«Come presidente del Consorzio della denominazione Asti, ma anche come vicepresidente di Piemonte Land of Wine, mi aspetto che la manifestazione “Grandi Langhe e il Piemonte del Vino” rispecchi sempre di più tutta la produzione vinicola piemontese, magari anche nella sua definizione pubblica con, da valutare in assoluta condivisione, un “titolo” ancora più allargato. Abbiamo, lo sottolineo con forza, fatto comunque molti e importanti passi avanti. Le produzioni di Langa e Roero sicuramente sono quelle trainanti e mi auguro, in questo senso, che tutto il Piemonte del vino abbia la forza, la creatività e la volontà di seguire queste performance. A questo proposito spero che questa decima edizione di “Grandi Langhe e il Piemonte del Vino”, oltre a presentare i vini e le annate a un’importante e compente platea nazionale e internazionale di operatori, comunicatori e giornalisti, serva anche a far crescere la consapevolezza di tutte le filiere a collaborare insieme, a parlare con una sola voce e a far sì che i piemontesi, tutti, trovino unità e strategie comuni. Perché questo, a mio avviso, è quello che serve, specialmente in periodi complessi come quello che stiamo attraversando».

Giovanni Minetti (Consorzio Alta Langa)
«L’appuntamento di Torino, con tanti buyer, operatori e giornalisti stranieri che hanno già dato la loro adesione, servirà soprattutto per tastare il polso dei mercati internazionali. La situazione geopolitica certo conta, ma spesso i mercati si muovono seguendo proprie logiche. Bisognerà capire, proprio attraverso incontri come quello di Grandi Langhe e il Piemonte del Vino, quali siano le migliori strategie da mettere in campo per affrontare nuove sfide. Naturalmente sarebbe meglio farlo in modo unitario, con tutti i territori vinicoli del Piemonte uniti in un’unica comunicazione condivisa e univoca. Bisognerà lavorare, già da ora, in questo senso».

Maurizio Montobbio (Consorzio del Gavi)
«Per il Gavi il rapporto con i media e gli operatori esteri è strategico da sempre e Grandi Langhe e il Piemonte del vino è l’occasione giusta per farlo. Inoltre il fatto di presentare, in un’unica location, gran parte della produzione vinicola piemontese è un valore aggiunto imprescindibile che arriva dopo un grande lavoro fatto dai Consorzi di Langa e Roero e dal Consorzio Piemonte Land di cui, come Consorzio, facciamo parte. È un’ambito preziosissimo di confronto e conoscenza, di approfondimento e di relazioni, che sicuramente va ampliato e consolidato ancora di più nel tempo con l’apporto di tutti».

Paolo Ricagno (Consorzio dei Vini d’Acqui)
«A “Grandi Langhe e il Piemonte del Vino” bisognerà parlare dei nostri vini, di come vogliamo promuoverli in Italia nel mondo nonostante il momento complesso che stiamo vivendo. Nel frattempo, però, mi aspetto che tutte le filiere si attivino per mettere in campo azioni e progetti di comunicazione che aiutino a far conoscere il vino piemontese all’estero e in Italia e questo, a mio avviso, è da fare in tempi brevi sia per recuperare mercati che oggi mostrano alcune incertezze, sia per conquistarne di nuovi. È quello che il mondo del vino piemontese deve fare per superare e arginare crisi presenti e future. A questo proposito come Consorzio Vini d’Acqui stiamo progettando una importante iniziativa che coinvolga anche altri Consorzi, come quello dell’Asti e della Barbera d’Asti. Sarà un’azione inedita, la prima del genere in Piemonte, che si articolerà su diversi canali».

Vitaliano Maccario (Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato)
«Mi piace molto “Grandi Langhe e il Piemonte del Vino” che, in questi dieci anni di vita, si è accreditata sempre di più non solo come vetrina del vino piemontese, ma anche come occasione speciale per promuovere e narrare tutti gli appeal della regione più vinicola d’Italia. Tant’è che si potrebbe pensare di vederlo come la rassegna che presenta il Grande Piemonte del Vino, con Langhe, Roero, Monferrato, Astigiano, Alto Piemonte tante altri territori a rappresentare la produzione, la cultura, la tradizione e la storia della vitivinicoltura piemontese. Detto questo vorrei sottolineare anche il timing, cioè il periodo ideale in cui si svolge “Grandi Langhe e il Piemonte del VIno”: dopo le feste di fine anno e prima delle fiere internazionali dle vino come ProWein, Vinexpo e Vinitaly, il che permette ad aziende, operatori e media di fare il punto della situazione. E a questo proposito faccio notare come le oltre 500 aziende che hanno aderito alla manifestazione di Torino confermino la voglia di fare e di costruire rispetto a un periodo storico ed economico senza dubbio complesso, ma che, proprio per questo, può dare spunto per nuove iniziative e progetti».
Filippo Larganà
filippo.largana@libero.it