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Mondo bio (vini). Parla Gianfranco Torelli (Bubbio), il suo Moscato d’Asti fu il primo vino certificato biologico in Italia (1992): «Scelta personale che aiuta anche la viticoltura convenzionale»

Gianfranco Torelli è enologo e produttore vitivinicolo a Bubbio, nella Langa Astigiana. È stato anche assessore per il suo Comune e alla Comunità montana di Roccaverano. Oggi è vicepresidente del Consorzio dell’Asti Spumante e del Moscato d’Asti .

Insieme alla sua famiglia e ai suoi due figli, Michela e Carlo, conduce Vini Torelli, una delle più attive aziende vitivinicole della zona del moscato bianco, nel cuore dalla zona di produzione del Moscato d’Asti e dell’Asti Spumante. Nel 1992, secondo le norme europee, ma la coltivazione del moscato bianco biologico nelle vigne dei Torelli risale al 1987, il suo Moscato d’Asti fu il primo vino in Italia ad avere una certificazione ufficiale di vino biologico.

Tra l’altro nel 1999, quando Torelli ne era assessore, Bubbio fu anche il primo Comune d’Italia a dichiararsi anti-transgenico, cioè area libera da coltivazioni agricole con DNA modificato.

Va da sé, dunque, che tutto il moscato bianco che la Torelli Vini coltiva e vinifica sia a certificazione biologica. Ma cosa vuol dire coltivare un moscato bianco con pratiche biologiche? Gianfranco Torelli, mentre in alcune aree è già iniziata la vendemmia dei grappoli di moscato bianco, lo spiega in questo video, chiarendo come la viticoltura biologica sia una scelta strettamente personale del vignaiolo e come essa abbia contributo alla ricerca ancha a favore della viticoltura convenzionale.

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