
L’ultima news è che l’Asti Spumante Rosè docg della sua Cantina (foto sotto) ha avuto una recensione molto positiva (90 punti) dai giudici della rivista Falstaff (guarda qui). Pupo, all’anagrafe Enzo Ghinazzi, nato a Ponticino, frazione dell’allora comune di Laterina e di Civitella in Val di Chiana, in provincia di Arezzo, da buon toscano con il vino ha da sempre un ottimo rapporto.

Un legame tanto stretto da aver deciso di farne un vero business. Una scelta fatta anche da altri suoi colleghi, come Al Bano Carrisi in Puglia o Sting in Toscana dove hanno anche tenute vinicole Gianna Nannini, Andrea Bocelli e Zucchero Fornaciari.
Ghinazzi ha scelto le colline del Piemonte e qui, con la collaborazione di Toso, brand storico della Valle Belbo, con sede a Cosano Belbo, in provincia di Cuneo, condotto dalla famiglia Toso, da sempre produttori di Moscato d’Asti, Asti Spumante, ha fatto nascere Cantina Pupo.
Si legge nella presentazione in lingua inglese della Cantina (il sito è anche in tedesco e manca una versione in italiano): “Pupo ha sempre cantato d’amore, non di quello perfetto, ma di quello vero: tenero, disordinato, straziante, eterno. Le sue canzoni sono lettere alle donne che hanno plasmato la sua vita: muse, madri, amanti, sconosciute tra la folla. Ora, tra le tranquille colline del Piemonte, in collaborazione con la famiglia Toso, viticoltori da cinque generazioni, Pupo trasforma quella musica in vino”.
Spiega in una nota il famoso cantante di “Gelato al cioccolato”: «La mia musica vive in Cantina Pupo con vini creati per brindare all’amore. Perché ogni donna che mi ha amato mi ha raccontato una storia, e io l’ho trasformata in una canzone».

Dice Gianfranco Toso, Amministratore Delegato di Toso: «Con Pupo volevamo creare vini che incarnassero gioia, passione e autenticità italiana. E l’Asti spumante di Cantina Pupo, con il suo ridotto contenuto di zuccheri e il basso grado alcolico, è una bollicina perfetta per i consumatori di oggi, mentre il Prosecco cattura lo spirito universale della festa».
Per Olga Gorbacheva, direttrice marketing: «Cantina Pupo dimostra che quando l’emozione guida la creazione, il risultato è indimenticabile. La nostra sfida era trasformare l’universo di Pupo, le sue canzoni, il suo spirito, il suo amore, in qualcosa che si potesse toccare, assaporare e condividere. Non abbiamo semplicemente prodotto un vino; abbiamo imbottigliato una parte della sua anima. Dalle etichette che ricordano le cartoline nostalgiche alla frizzante freschezza del vino, ogni dettaglio è autentico. Ecco perché risuona così profondamente nel suo pubblico: non è marketing, è pura emozione trasformata in una canzone d’amore in un calice».

Tutto vero. Lo dimostrano (e questo un po’ sembra marketing) i nomi dati ai vini che riecheggiano i titoli e brani delle famose canzoni di Enzo Ghinazzi, in arte Pupo: “Insieme” per l’Asti Spumante Rosè Dolce con in parte uve moscato bianco e in parte uva brachetto, appena valutato dai critici di Falstaff; “Innamorata” per l’Asti spumante docg Dolce in versione classica don il 100% di moscato bianco; “Su di noi” per il Prosecco doc 100% uva glera.
Insomma i vini spumanti di Pupo risuonano delle sue canzoni pop e melodiche, amatissime da generazioni di italiani, ma anche da fans sparsi in tutto il mondo. Sono, però, anche parte di un Made in Italy enologico (e paesaggistico) che resta uno del tasselli più importanti del soft power italiano nel mondo. Un concetto spiegato così: “Cantina Pupo non è solo un altro marchio. È una dichiarazione dei propri sentimenti, un bouquet di dolcezza, un dono per tutti coloro che credono nell’amore e che non hanno mai smesso di crederci. Perché l’amore merita un brindisi”. Sempre.
fi.l.