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Novità in Cantina. Arriva “Finalmente”, il vino secco e fermo da uve Moscato che passa in barique, non sa di legno e rivaleggia con i Riesling e i Sauvignon

L’idea è stata di Fabio Grimaldi, vignaiolo di moscato a Cascina Lodola con vigne in quel di Cossano Belbo (Cuneo) e di Mattia Casarone, esperto di marketing di Canelli (Asti). A dire la verità, l’idea, proprio non originalissima, è stata quella di vinificare in versione non dolce il moscato bianco di Canelli che ora serve anche a fare l’Asti Secco oltre che l’Asti dolce e il Moscato d’Asti docg e che da qualche tempo è vinificato secco da altri produttori. Tuttavia, Fabio e Mattia, amanti dei vini francesi hanno deciso non solo di “fare secco” il moscato, ma anche di sottoporlo a un interessante passaggio il barrique.
Ne è venuto fuori un vino aromatico, ovviamente senza denominazioni ufficiale di Moscato negata per legge, che ricorda il moscato, ma senza farne troppo la propria bandiera e che anzi potrebbe gareggiare con certi celebrati bianchi del nostro Nord Est o anche di qualche Nazione a noi vicina magari a base riesling o sauvignon. Fabio e Mattia lo hanno chiamato “Finalmente”, un’altra scelta non proprio originale, ma sintomatica della voglia dei due giovani di far nascere il loro “eno-bambino”.
Alla presentazione, con la cena allestita all’agriturismo Ca’ Bianca di Loazzolo cuore della Langa Astigiana, Finalmente è stato proposto con un menù di piatti tipici langaroli, tra carne e formaggi, ma avrebbe potuto benissimo essere abbinato a portate di pesce e crostacei.
«Abbiamo voluto accettare una sfida. Il moscato è un’uva speciale, che può dare grandi vini, non solo dolci. Il nostro Finalmente ne è l’ennesima conferma» dicono Fabio e Mattia. La sfida è stata vinta, Finalmente.
In chiusura un paio di segnalazioni. A fine cena quelli del Ca’ Bianca hanno offerto, con formaggi di loro produzione, un Loazzolo doc, sempre loro, un passito da vendemmia tardiva di uve moscato, annata 2001 (avete letto bene), un passito di 17 anni che ha conquistato tutti a riprova della teoria, certificata da Finalmente, che il moscato è e resta vitigno e uva eccezionali. Sono seguiti i dolci e le creme a base di nocciola Tonda Gentile delle Langhe (denominazione ora tornata ad esclusivo uso della Langa piemontese, leggi qui) della pasticceria Cerrato di Castelletto Uzzone (Cn) e il Moscato “Matot” di Simone Cerruti di Castiglione Tinella (Cn) titolare anche delal prima Moscateria d’italia che offre solo Moscato in tutte le sue declinazioni, compreso, quindi, anche il Finalmente di Fabio e Mattia.

fi.la.

 

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