
Ca’Marcanda è la tenuta vitivinicola che Angelo Gaja ha in Toscana, zona di Bolgheri, da trent’anni. Un compleanno che la famiglia Gaja celebra sui suoi canali social e di comunicazione con un comunicato e con immagini che rievocano la storia e l’impegno che il brand piemontese ha profuso in questi anni.
E non potevano mancare le suggestioni e i rimandi a valori fondanti di Gaja: la natura, il rispetto del paesaggio, l’ambiente, i vini d’eccellenza.
“C’è un momento, al Butterfly Day di Ca’Marcanda, in cui tutto si ferma. Prima di entrare tra i filari, vengono liberate delle farfalle. Solo il gesto, poi il silenzio, e infine il volo. Alle spalle si apre il paesaggio di Bolgheri, davanti i vigneti, e nell’aria qualcosa di leggero e preciso che si muove senza chiedere permesso” è il Gaja pensiero.
Poi la spiegazione: “È proprio nei dettagli apparentemente più semplici che questa visione trova la sua sintesi. La presenza delle farfalle – leggere, silenziose, imprevedibili – è un segnale vivo: tra gli indicatori più sensibili della salute di un ecosistema. Non sono una scenografia, ma parte integrante di questo luogo. Abitano Ca’Marcanda e raccontano una biodiversità che non si certifica, ma si costruisce nel tempo, attraverso coerenza, attenzione e rispetto per ciò che vive tra i filari e attorno ad essi. La farfalla è da sempre il simbolo della tenuta: le etichette dei vini ne richiamano la forma, con le ali spiegate, evocando leggiadria, evoluzione e coraggio. Durante il Butterfly Day, che celebra i 30 anni di Ca’Marcanda, un nugolo di farfalle si alza in volo sopra vigneti che, vendemmia dopo vendemmia, abbiamo imparato a conoscere”.

La storia della tenuta non può non partire dal 1994, l’anno che segna la nascita della DOC Bolgheri Rosso. Due anni più tardi, nel 1996, Angelo Gaja arriva a Bolgheri e acquista i terreni su cui pianterà i vigneti. “Nel 1996 le aziende vitivinicole della denominazione sono meno di dieci; oggi sono oltre sessanta. Bolgheri offre a Gaja la libertà di inventare un linguaggio nuovo, e Gaja restituisce a Bolgheri uno sguardo capace di vederlo non per ciò che è, ma per ciò che può diventare” sottolinea la nota di Gaja.
Quindi l’intervento di Rossana Gaja, della quinta generazione della storica cantina piemontese: «In questi 30 anni – dice – abbiamo comunicato poco ma lavorato molto. Oggi Ca’Marcanda è una farfalla uscita dal bozzolo, una perla nella conchiglia di Bolgheri. Non si tratta di una semplice celebrazione del trentesimo anniversario, ma della restituzione di un percorso: un racconto che prende forma attraverso i vini, capaci di ripercorrere le tappe di un’evoluzione fatta di ricerca, intuizioni, cambiamenti e profonde scelte agronomiche. Perché il vino, prima ancora delle parole, è il linguaggio più autentico con cui un territorio esprime la propria trasformazione».
Qui il video per i trent’anni di Ca’Marcanda:
