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Psr. Arrivano gli aiuti pubblici (un miliardo di euro) per l’agricoltura piemontese. Che i fondi siano ben spesi

Come anticipato a SdP dall’assessore regionale, Giorgio Ferrero, e al netto delle polemiche politiche, confermato ieri il via libera di Bruxelles al Psr, il piano di sviluppo rurale, 2014/2020. Sul piatto oltre un miliardo di euro di aiuti. Ecco la nota ufficiale di Palazzo Lascaris nella quale sono inclusi anche grafici e tabelle che illustrano i meccanismi del nuovo Psr: “La Commissione europea ha dato il via libera, il 28 ottobre, al nuovo Programma di sviluppo rurale (Psr) della Regione Piemonte, che fino permetterà fino al 2020 di investire 1,09 miliardi di euro, di cui 471 milioni di euro di fondi Ue e 622 di cofinanziamento nazionale.

9piemonteagricoloSaranno 3.900 gli imprenditori agricoli che riceveranno aiuti per l’ammodernamento delle loro aziende e 1.200 i giovani agricoltori ad ottenere un sostegno per l’insediamento iniziale e l’adeguamento strutturale delle aziende. La voce di bilancio più sostanziosa (33%) è quella destinata alla valorizzazione degli ecosistemi in agricoltura e silvicoltura, con oltre 360 milioni. Quasi un quarto delle risorse (24,7%) sarà invece indirizzato a dare più competitività e redditività alle aziende agricole, oltre che per una gestione sostenibile delle foreste, per un totale di quasi 270 milioni. Un altro 15%, cioè più di 163 milioni, va alle iniziative per inclusione sociale, riduzione della povertà e sviluppo economico nelle zone rurali, mentre quasi 163 milioni è il budget per attività mirate all’organizzazione della filiera alimentare, incluse la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli, il benessere degli animali e la gestione dei rischi. Slide Scheda

Giorgio Ferrero
Giorgio Ferrero

L’assessore regionale all’Agricoltura, Giorgio Ferrero, ha definito la notizia “una boccata d’ossigeno ed un volano di finanziamenti per le imprese agricole piemontesi, per i giovani e per il territorio. Ogni euro investito genera un indotto 20 volte superiore, sia a monte che a valle delle imprese agricole. Il programma è incentrato prioritariamente sull’ambiente, al quale è riservato il 40% delle risorse, e non sarà possibile dare aiuti specifici né al settore del latte né ad altri, perché questo non è previsto”. Ora si passa alla seconda fase. “Il comitato di sorveglianza – ha annunciato Ferrero – si riunirà per la prima volta il 26 e 27 novembre. Verranno definite le priorità, l’intenzione è di pubblicare entro la fine dell’anno qualche bando sui giovani e sugli investimenti in agricoltura, i due settori che da più tempo attendono sostegno. Il nuovo Psr sarà importante per i comparti che hanno bisogno di rafforzarsi strutturalmente, con sinergie tra produttori e trasformatori e un nuovo rapporto con la grande distribuzione. Ma sarà anche fondamentale costruire una comunicazione sul cibo nuova e più moderna, che non sia generalista, che faccia distinzione tra cibo di qualità e cibo di massa, perché senza quel tipo di comunicazione non usciremo dalle nostre difficoltà. Il caso della carne deve insegnarci molto a questo proposito”.

Ora si attende la pubblicazione dei primi bandi, come assicura Ferrero, entro fine anno. E c’è da sperare che i progetti che saranno presentati siano all’altezza delle risorse messe in gioco. Ma l’assessore fa anche un’altra dichiarazione importante: oltre a ricordare la necessità di una buona informazione sull’agroalimentare esorta a sottolineare la differenza tra cibo di qualità e cibo di massa. Come dire che le agroeccellenze piemontesi vanno valorizzate di più. Un appello da condividere di corsa, specie dopo la “frittata” del presunto allarme Oms sul consumo di carne rossa e lavorata.

SdP 

 

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