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Reportage (vino). Una giornata intera a Canelli, nell’Astigiano, per partecipare a tre masterclass e conoscere i vini spumanti e frizzanti più iconici (e buoni) del Piemonte

Questa è una storia che va raccontata con meno parole possibili e tante foto, perché le immagini meglio delle parole danno il senso di quello che sono state le tre Masterclass organizzate ieri, sabato 11 luglio, a Canelli, nell’Astigiano, nell’ambito della manifestazione “Canelli Città del Vino” dai Consorzi dell’Alta Langa docg, dell’Asti Spumante e del Moscato d’Asti docg e dei Vini d’Acqui (Brachetto).

Tuttavia occorre un minimo di cronaca e di contesto.

Al mattino, nelle Cantine Contratto, patrimonio dell’Umanità e una delle Cattedrali sotterranee canellesi da cui partì l’idea di candidatura che portò nel 2014 al riconoscimento dei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato a Patrimonio dell’Umanità Unesco, il direttore dell’ente che tutela L’Alta Langa, Paolo Rossino, insieme ai sommelier dell’Ais Asti, ha raccontato com’è nato il progetto del Metodo Classico piemontese, delle “sette sorelle”, le sette Case spumantiere storiche (Cinzano, Contratto, Fontanafredda, Gancia, Martini&Rossi, Riccadonna e Vini Banfi), che lo hanno ideato e portato avanti (ora sono quasi cento le aziende che fanno Alta Langa) e guidato la degustazione di quattro Alta Langa.

Nel pomeriggio, nella sede della Coppo, altra Cantina storica Unesco, Gianmario Cerutti, presidente dell’associazione produttori del Canelli docg, vino da uve moscato bianco che sottolinea le potenzialità enormi di questa tipologia in fase di affinamento accostandola ai grandi bianchi da vitigni aromatici (e non solo), insieme ai sommelier Ais, ha presentato questa ultima docg piemontese con la degustazione di 6 diverse annate. Dal 2017 al 2025.

Infine a seguire, nelle Cantine Gancia, tempio dell’enologia del Piemonte dove sono nate tante idee e progetti tra cui il primo spumante italiano da uve moscato bianco che Carlo Gancia nel 1865 ottenne con il Metodo Classico, i Consorzi dell’Asti Spumante e del Moscato d’Asti (presidente Stefano Ricagno e direttore Paolo Pondini) e dei Vini d’Acqui (presidente Paolo Ricagno) con io coordinamento di Paola Baldi e la collaborazione tecnica di sommelier Ais Asti, hanno presentato una sontuosa Masterclass con molte suggestioni sui vini piemontesi spumanti e frizzati da vitigni aromatici. Al desk degli assaggi l’Asti Spumante in tre versioni quella tradizionale dolce, quella secca a ridotto residuo zuccherino e l’ultimissima tipologia rosé che unisce anche il Brachetto e che sta sorprendendo molto addetti ai lavori e winelover. Con l’Asti anche il Moscato d’Asti, il Brachetto d’Acqui e l’Acqui docg Rosé. Il Tutto accompagnato non solo dall’impeccabile servizio informativo e tecnico dei sommelier, ma anche da prodotti tipici, come il Roccaverano dop (costante in tutte le Masterclass di ieri), formaggio caprino che è un vanto nazionale della Langa Astigiano.

Insomma a Canelli Città del Vino i Consorzi hanno calato un “tris” vincente.

fi.l.

Qui tutte le foto delle tre Masterclass e dei vini proposti.

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