
Lo ammettiamo candidamente: anni fa a un Pesce d’Aprile di Edoardo Raspelli (foto), giornalista, noto critico enogastronomo e conduttore di trasmissioni TV di successo a tema cibo e agroalimentare, quando aveva diffuso una nota in cui annunciava di essere stato nominato consulente del Presidente della Repubblica francese per vini e cibo, avevamo creduto anche noi.
Oggi, con un comunicato diffuso nella prima mattina, proprio mentre qualche media annuncia la possibile nomina del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, nel Governo Meloni (altro Pesce o indiscrezione vera?), Raspelli si presenta come nuovo Ministro al Turismo al posto della Santanché dimissionata. Okkei, magari qualcuno ci cascherà. Qualcuno, come noi, sorriderà. Però nella nota del conduttore, scherzo a parte, spunti di riflessione ce ne sono e non per gioco.
Sotto il titolo Le battaglie future del “neo-ministro” si legge, per esempio, una critica alla Bresaola della Valtellina IGP (indicazione geografica protetta) per la cui produzione, secondo Raspelli, si userebbe troppa carne non italiana anche se affinata e lavorata esclusivamente in Italia e nella zona della provincia di Sondrio indicata dal disciplinare.
C’è poi l’idea di proporre la targa della IGP, al Gambero Rosso di Mazara del Vallo, «Simbolo di quella città e che proprio a Mazara ha uno delle sue fonti di pesca più importanti. Stesso discorso per cozze ed ostriche che vengono allevate in Italia, a La Spezia, a Cervia…». Insomma un bel Pesce d’Aprile, ma che fa riflettere.
fi.l.