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Scuola. Intervista a Piero Sassone presidente dell’Icif di Costigliole d’Asti: «Qui si insegna la grande cucina italiana. Chef star della tv? Ci vuole anche quello, ma meglio stare ai fornelli»

Nonostante le piogge serali di primavera il caldo estivo comincia a farsi sentire, ma nella sede dell’Icif, l’Italian Culinary Institute For Foreigners cioè la scuola internazionale di alta cucina per stranieri (ma c’è anche qualche studente italiano), la temperatura è gradevole per tutti, meno che per la trentina di allievi che sono venuti qui da tutto il mondo per fare nove mesi di scuola e imparare i segreti della cucina italiana. Il corso è composto soprattutto da colombiani, brasiliani e messicani. Insomma il Sud America c’è. Le prove finali sono impegnative, dalle animelle al risotto, dalle costolette di agnello al tiramisù. Piatti mito della cultura gastronomica italiana. Tutti i piatti sono realizzati al meglio e sorprendono per la qualità altissima di realizzazione. Ai giudici, che li interrogano anche sul loro futuro, tutti parlano dell’Italia come di un Paese affascinante, non solo per la cucina. Alcuni vorrebbero restare, altri tornare a case per divulgare la cultura italiana della tavola. Tutti sono concordano: il cibo italiano è il top nel mondo, perfino di più di quello dei “cugini” francesi. Piero Sassone, dal 2013 presidente di Icif, sorride: «Abbiamo allievi fantastici» dice e nell’intervista che pubblichiamo qui racconta lo spirito di Icif e dice qualcosa anche sugli chef sempre più protagonisti dello showbiz. Buona visione.

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