
«La vite è una pianta molto resistente alla siccità, ma le piante più giovani, quelle che dovrebbero sostituire le fallanze dovute a malattie e parassiti, rischiano». Così un viticoltore commentata a SdP la stagione siccitosa che sta attraversando il Piemonte, l’Italia e anche una biuona parte di continente europeo con Spagna e Francia alle prese con incendi boschivi difficili da contenere e domare e che stanno minacciando persino le aree viticole più pregiate nella zona di Bordeaux.
I timori per le colture piemontesi sono affidate a una nota di oggi della Coldiretti regionale che sostiene la necessità di attivare lo stato di emergenza. Sostiene il sindacato agricolo: «È in arrivo la quarta ondata di caldo con precipitazioni, pressoché, nulle o che, anzi, hanno fatto danni per l’intensità. Il perdurare di temperature superiori alla media e la sempre più crescente siccità stanno determinando una situazione generalizzata di marcata difficoltà e di concreto rischio di compromettere, sia in termini quantitativi, che qualitativi, le produzioni, con gli imprenditori che sono costretti a scelte drastiche di turnazione e selezione dei campi da mantenere attivi».
Spiegano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale: «La situazione di criticità idrica nel corso delle ultime due settimane si è ulteriormente aggravata, per questo sollecitiamo ancora la Regione affinché si attivi per richiedere il riconoscimento dello stato di emergenza. Le nostre imprese sono arrivate già al punto di perdere i raccolti o gran parte di essi con una ripercussione importante sulla redditualità aziendale, già parzialmente compromessa dall’incremento dei costi di produzione. Come già più volte ribadito, è necessario ammodernare una rete idrica che disperde una quantità inaccettabile di acqua, realizzare una rete diffusa di invasi con sistemi di pompaggio per aumentare la capacità di accumulo e garantire l’autosufficienza idrica del settore agricolo, accelerando finalmente la cantierabilità delle opere già progettate».
Dalla Regione Piemonte la risposta è affidata alla nota stampa, con video allegato, dell’assessore all’Agricoltura, Paolo Bongiovanni che annuncia supporti per le risorse idriche e per mini bacini. Ecco la nota stampa dell’assessore e, in coda, il suo intervento in video.
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Un’ottima notizia per la gestione delle risorse idriche in agricoltura e la prevenzione dell’emergenza acqua in Piemonte. Dal consuntivo del bando regionale del Csr 2023-24 per gli Investimenti Irrigui, che ha già consentito di finanziare e realizzare 243 progetti su tutto il territorio regionale, sono stati recuperati 571.686,00 euro risultanti da mancati utilizzi e risparmi. Essi saranno rimessi a disposizione quale dotazione di un nuovo bando regionale che sarà lanciato entro l’estate.
Grande soddisfazione dall’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni, che ha fatto approvare il provvedimento dalla Giunta regionale: «Proprio nelle settimane in cui la Regione Piemonte sta affrontando ad ogni livello e con tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti la possibile emergenza e il più generale tema della gestione della risorsa idrica, è una gran bella notizia poter rimettere in gioco oltre mezzo milione di euro per un nuovo bando che sostiene progetti mirati al risparmio e all’uso efficiente e sostenibile delle risorse irrigue. Non stiamo parlando di megainvasi, che fanno riferimento ad altri livelli e quadri normativi, ma di progetti diffusi che concernono il miglioramento, rinnovo e ripristino di impianti irrigui aziendali e di investimenti che promuovono lo stoccaggio e il riuso di tali risorse, quali i fondamentali microinvasi aziendali per la raccolta di acque piovane o la manutenzione straordinaria delle peschiere per l’uso irriguo, anche nell’ottica di fornire l’irrigazione di soccorso in periodi di scarsa disponibilità».
I fondi rimessi a disposizione sono così ripartiti: Fondi europei Feasr euro 232.676,20 (40,70%); risorse dallo Stato: euro 237.306,86 (41,51%); risorse da bilancio Regione Piemonte: euro 101.702,94 (17,79%).
«L’efficienza a regime di un sistema idrico regionale – conclude Bongioanni – passa anche per il sostegno agli investimenti di quel fondamentale tassello rappresentato dagli impianti aziendali. I nostri imprenditori agricoli sono i primi a pagare sulla loro produzione la crisi idriche: sostenerli nei loro investimenti significa sostenere l’intera filiera».
(foto di copertina da: https://piemonte.coldiretti.it/)