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Siccità in Piemonte. I consiglieri regionali Dem attaccano la Giunta Cirio: «Bene lo stato di emergenza idrica, ma senza fondi immediati è solo annuncio»

«La Regione dichiara lo stato di emergenza per la crisi idrica, ma senza stanziamenti immediati rischia di essere solo un titolo di giornale», lo affermano i consiglieri regionali del Partito Democratico, Mauro Calderoni, Fabio Isnardi e Domenico Ravetti, commentando la decisione della Giunta Cirio di attivare la procedura prevista dalla nuova legge approvata a giugno.

Isnardi, Ravetti, Calderoni esponenti PD in Regione

«Dal quadro descritto nel Tavolo siccità emerge una situazione gravissima: oltre 70 Comuni e frazioni sono attualmente riforniti con autobotti, altri 106 Comuni hanno già emanato ordinanze o avvisi per limitare l’utilizzo dell’acqua potabile e negli ultimi tre mesi il deficit di precipitazioni ha raggiunto il 55%. Di fronte a numeri così drammatici – spiegano i consiglieri Pd – non basta dichiarare l’emergenza: servono risorse vere, immediatamente. Stiamo discutendo l’Assestamento di bilancio e la Giunta è pienamente in tempo per inserire fondi dedicati alla crisi idrica e immediatamente utilizzabili da Comuni, Consorzi irrigui e aziende agricole. Senza investimenti, le ordinanze speciali restano strumenti vuoti».

I consiglieri Pd sottolineano che la crisi sta colpendo duramente il comparto agricolo: mais e soia sono nella fase finale della produzione, mentre il riso è nel pieno della fioritura, proprio quando il fabbisogno idrico è massimo. «Non possiamo permettere che un intero settore produttivo venga lasciato solo. La Regione deve assumersi la responsabilità di finanziare interventi urgenti e strutturali».

Calderoni, Isnardi e Ravetti chiedono, inoltre, che la Regione convochi con urgenza tutte le ATO piemontesi per una verifica puntuale dell’utilizzo dei fondi PNRR dedicati all’idrico e impostare una strategia per il futuro: «È indispensabile capire quali progetti sono in corso, quali sono in ritardo e quali rischiano di non essere completati e concordare gli interventi futuri. La crisi idrica non si affronta solo con le autobotti: servono investimenti sulla rete, sulle perdite, sugli invasi, sulla gestione integrata della risorsa. La dichiarazione dello stato di emergenza è un passo necessario, ma ora servono scelte politiche coraggiose. La Giunta inserisca subito i fondi in Assestamento e apra un confronto serio con le ATO. Il Piemonte non può permettersi di rincorrere la crisi: deve finalmente iniziare a governarla».

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