
«Abbiamo cominciato proprio oggi (10 agosto) la vendemmia del brachetto, a seguire ci sarà quella del moscato bianco e tra quindici giorni ci saranno delle sorprese». Paolo Ricagno (foto sotto), produttore vitivinicolo di lungo corso, presidente del Consorzio Vini d’Acqui (Brachetto) e da anni al timone della Cantina Vecchia di Alice e Sessame, dopo aver annunciato il via alla raccolta dell’uva rossa aromatica che viene coltivata tra Astigiano e Acquese non rinuncia a fornire qualche battuta sulla situazione del vino piemontese.

Parla di grappoli di una sanità e qualità mai viste e avverte: «Avremmo dovuto staccare i grappoli già almeno una settimana fa. Si sarebbe garantito, oltre ad altre caratteristiche organolettiche, anche il “peso” delle uve che ora, con queste temperature torride, si sono asciugate e quindi daranno meno volumi del previsti».
E cosa comporterà, secondo il pensiero del presidente del Consorzio del Brachetto, questa uva più “leggera”? «Io credo i volumi di mosto saranno inferiori a quelli attesi e che questo potrebbe determinare anche un rischio di carenza di prodotto» sostiene Paolo Ricagno che spiega: «Queste annate così calde e con vendemmie anticipate danno questo risultato».
Gli effetti di una eventuale produzione di volumi di mosto inferiori al previsto? «Le aziende dovranno andarsi a cercare il prodotto se vorranno imbottigliare in modo sufficiente al loro fabbisogno. Inoltre chi voleva fare speculazioni sarà stoppato definitivamente» sostiene Ricagno. E a chi gli ricorda lo stock delle eccedenza di moscato che dovrebbe essere attorno ai 280 mila ettolitri e che fa da “polmone” al comparto, risponde così: «Si potrà usare solo in parte. Vedremo quanto questa vendemmia degli aromatici sarà in linea con le esigenze dei mercati». Vedremo.
fi.l.