
Se si chiede a Sergio Germano (foto sotto), produttore e vignaiolo in quel di Serralunga d’Alba e presidente del Consorzio Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani, quando ci sarà la vendemmia delle uve nebbiolo – che in fin dei conti è la tipologia che più interessa l’area in questione – risponde con la battuta «Non sono un veggente». Che a pensarci è più di una battuta, è un modo di vivere che in Langa si fa mantra e in Piemonte ha radici in quel “esageruma nen” (non esageriamo) che la dice lunga sullo spirito sabaudo che ancora aleggia tra le colline del vino piemontese.

Spiega Sergio Germano: «Impossibile dire oggi (27 agosto ndr) quando si vendemmierà il nebbiolo 2026. Diciamo che le uve sono molto sane e la maturazione, anche secondo le rilevazioni fatte in vigna, è in corso, con stati diversi a seconda di posizioni ed esposizioni. Del resto le piogge, quelle di primavera e anche degli ultimi giorni arrivate dopo un lungo periodo di siccità, hanno aiutato».
Germano poi concorda con chi ha sottolineato la resilienza, mai così evidente, della vite, soprattutto in quest’annata avara di precipitazioni estive e con temperature torride tra i filari, «Ancora una volta la pianta ha dimostrato una resistenza incredibile» commenta.
E sulla qualità di uve langarole e dei vini che ne deriveranno il presidente del Consorzio non nasconde ottimismo e sostiene: «Con le uve di quest’anno avremo dei vini ottimi per tutte le tipologie». Un buon viatico.
fi.l.