{"id":8349,"date":"2013-04-02T06:01:43","date_gmt":"2013-04-02T05:01:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/?page_id=8349"},"modified":"2013-04-02T06:01:43","modified_gmt":"2013-04-02T05:01:43","slug":"riso-s-andrea-piemonte","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/prodotti-tipici-del-piemonte\/riso-s-andrea-piemonte\/","title":{"rendered":"RISO S. ANDREA PIEMONTE"},"content":{"rendered":"<h3><a title=\"prodotti tipici del Piemonte\" href=\"http:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/prodotti-tipici-del-piemonte\/\"><strong>i prodotti tipici del Piemonte<\/strong><\/a><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In un contesto internazionale, il settore risicolo italiano sarebbe il primo a soccombere se la crisi del settore dovesse permanere o aggravarsi ulteriormente. In questo scenario, risulta evidente che una delle strade da percorrere sia quella della valorizzazione delle variet\u00e0 tipiche italiane, che possiedono caratteristiche qualitative di pregio, da tempo riconosciute, ma, meno che mai, pubblicizzate.<br \/>\nObiettivo \u00e8 diffondere il consumo, la cultura e l\u2019apprezzamento di tale prodotto, in Italia, nell\u2019Unione Europea ed anche in altri continenti.<br \/>\nTra le variet\u00e0 da salvaguardare, merita un posto di primo piano il riso S. Andrea, variet\u00e0 iscritta a registro il 25\/10\/1974, che nasce da una selezione della variet\u00e0 Rizzotto (Lady Wright x P6) per opera dell\u2019Ente Nazionale Risi \u2013 Milano, responsabile della sua conservazione in purezza. Il riso S. Andrea \u00e8 compreso nella classe fino, che presenta chicchi affusolati e con buona tenuta alla cottura ed \u00e8 particolarmente indicato, quindi, per i risotti, minestre in brodo e asciutte, contorni e piatti unici. Dal punto di vista geografico, la coltivazione del S. Andrea \u00e8 legata ad un\u2019area ben delimitata della baraggia vercellese con caratteristiche pedoclimatiche specifiche. Ci\u00f2 fa si che, anche dal punto di vista colturale, quando si parla di S. Andrea, la mente corra subito alla zona baraggiva, terra di eriche e boschi ai piedi del Monte Rosa. Qui, i ritmi di vita e di lavoro risentono ancora delle tradizioni antiche e l\u2019uomo si assoggetta ai ritmi della natura: ad esempio, il terreno non pu\u00f2 essere lavorato quando si vuole, ma solo quando esso stesso lo consente.<br \/>\nLa risicoltura ha consentito la bonifica delle zone baraggive, portando innovazione e benessere agli agricoltori locali, migliorandone il reddito e, quindi, le condizioni ed il tenore di vita.<br \/>\nLa coltivazione del risone dal quale si produrr\u00e0 il riso S. Andrea Piemonte avviene utilizzando semente certificata e facendo ricorso alla rotazione.<br \/>\nNel caso di riso dopo riso, si utilizza normalmente o l\u2019aratura autunnale ed erpicatura primaverile oppure il sovescio autunnale ed aratura primaverile.<br \/>\nLe concimazioni prevedono l\u2019impiego di concimi di origine organica per almeno il 30% delle necessit\u00e0 nutrizionali totali della pianta, avendo comunque come obiettivo primario la qualit\u00e0 della granella (sana, matura ed omogenea), rispetto alla quantit\u00e0 prodotta per unit\u00e0 di superficie, che comunque normalmente non supera i 65 quintali per ettaro.<br \/>\nL\u2019essiccazione avviene in modo graduale, cio\u00e8 con l\u2019ausilio di essiccatoi in grado di diminuire uniformemente e progressivamente l\u2019umidit\u00e0 delle granelle di risone; tale umidit\u00e0 non deve essere inferiore all\u201911% e superare il valore del 13% sia per lo stoccaggio che per la lavorazione.<br \/>\nSono utilizzati essiccatoi con fuoco indiretto, fatta eccezione per quelli alimentati a metano, gasolio agricolo o GPL che possono anche essere a fuoco diretto.<br \/>\nLa trasformazione e l\u2019elaborazione del riso S. Andrea Piemonte avviene all\u2019interno della zona di produzione.<br \/>\nLe lavorazioni comprendono la sbramatura e la sbiancatura. Lavorazioni secondarie possono essere usate a completamento e\/o integrazione della sbiancatura e includono la lavorazione all\u2019elica smeriglio e alla lucidatrice ad acqua ed aria.<br \/>\nAllo scopo di evitare che il riso perda le sue caratteristiche peculiari, durante le varie fasi di trasformazione ed elaborazione, necessarie per renderlo edibile, la lavorazione \u00e8 di tipo artigianale e si utilizzano macchine particolari, in modo da rispettare i periodi di riposo del prodotto e di garantirne la freschezza e la sua conservazione senza alterarne le caratteristiche intrinseche.<br \/>\nPer il \u201cRiso S. Andrea Piemonte\u201d \u00e8 stata presentata istanza di riconoscimento dell\u2019attestazione comunitaria DOP da parte della Riseria Provera.<br \/>\nLa comunicazione di tale richiesta \u00e8 stata fatta sul bollettino Ufficiale della Regione Piemonte, n\u00b0 20 del 17 maggio 2000, con la pubblicazione del relativo disciplinare di produzione proposto.<\/p>\n<p><b>Zona di produzione<\/b><br \/>\nIl risone destinato alla produzione del riso \u201cS. Andrea Piemonte\u201d viene coltivato, trasformato ed elaborato in alcuni comuni della Baraggia Vercellese.<\/p>\n<p><b>La storia<\/b><br \/>\nLa coltivazione del riso S. Andrea \u00e8 localizzata, prevalentemente, nella zona baraggiva che si estende nelle province di Vercelli e Biella ed \u00e8 delimitata a Nord dalle Prealpi biellesi, ad Est dal fiume Sesia, ad Ovest dal torrente Elvo e, a Sud, da una linea che collega il comune di Santhi\u00e0 con il torrente Cervo ed il fiume Sesia. I pianori della baraggia rappresentano i primi terreni che collegano la bassa collina con la fertile Pianura Padana.<br \/>\nI primi dati riguardanti la coltivazione della variet\u00e0 S. Andrea risalgono al 1961 quando la cultivar si estendeva su 15 ettari. Per i tre anni successivi, non sono disponibili dati, mentre, nel 1964, la variet\u00e0 risulta coltivata su 20 ettari. Da questo momento, l\u2019estensione dell\u2019area coltivata a S. Andrea \u00e8 in continuo aumento: 834 ettari nel 1966, 1.846 ettari nel 1970, 3.415 ettari nel 1975, 6.273 ettari nel 1980, ma la punta massima viene raggiunta nel 1990 con l\u2019estensione di 11.469 ettari.<br \/>\nAppare evidente la necessit\u00e0 di trovare e\/o potenziare opportunit\u00e0 di collocamento del prodotto riso di qualit\u00e0 ad un giusto prezzo, soprattutto per quello proveniente dalle zone pi\u00f9 svantaggiate e significativamente vocate. Una delle strade da percorrere in tal senso sarebbe quella della salvaguardia dei risi italiani di qualit\u00e0, tra cui, soprattutto, il S. Andrea, tramite la divulgazione e la promozione delle caratteristiche storiche, morfologiche, sociali e anche culinarie del prodotto.<\/p>\n<p><a title=\"prodotti tipici del Piemonte\" href=\"http:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/prodotti-tipici-del-piemonte\/\"><strong>l&#8217;elenco di tutti prodotti tipici del Piemonte<\/strong><\/a><\/p>\n<div class=\"fblikebutton_button\" style=\"float: right; margin-left: 10px;\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=https%3A%2F%2Fwww.saporidelpiemonte.net%2Fblog%2Fprodotti-tipici-del-piemonte%2Friso-s-andrea-piemonte%2F&amp;layout=standard&amp;show-faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width:450px; height:26px\"><\/iframe><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"i prodotti tipici del Piemonte\n&nbsp;\nIn un contesto internazionale, il settore risicolo italiano sarebbe il primo a soccombere se &hellip;","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"parent":7716,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"csco_display_header_overlay":false,"csco_singular_sidebar":"","csco_page_header_type":"","csco_page_load_nextpost":"","csco_post_video_location":[],"csco_post_video_location_hash":"","csco_post_video_url":"","csco_post_video_bg_start_time":0,"csco_post_video_bg_end_time":0,"footnotes":""},"class_list":{"0":"post-8349","1":"page","2":"type-page","3":"status-publish","5":"cs-entry","6":"cs-video-wrap"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/8349","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8349"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/8349\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8368,"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/8349\/revisions\/8368"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7716"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8349"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}