{"id":8419,"date":"2013-04-03T04:51:58","date_gmt":"2013-04-03T03:51:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/?page_id=8419"},"modified":"2013-04-03T04:51:58","modified_gmt":"2013-04-03T03:51:58","slug":"amaretti","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/prodotti-tipici-del-piemonte\/amaretti\/","title":{"rendered":"AMARETTI"},"content":{"rendered":"<h3><a title=\"prodotti tipici del Piemonte\" href=\"http:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/prodotti-tipici-del-piemonte\/\"><strong>i prodotti tipici del Piemonte<\/strong><\/a><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli amaretti sono prodotti dolciari, secchi o morbidi, leggermente amarognoli, tradizionali di alcune localit\u00e0 del Piemonte.<br \/>\nGli ingredienti fondamentali sono: mandorle dolci e\/o amare, zucchero e albume d\u2019uovo. Possono essere aggiunte anche armelline (noccioli di albicocca) che conferiscono al prodotto il tipico sapore amarognolo all\u2019amaretto.<br \/>\nA seconda delle zone d\u2019origine possono essere secchi o morbidi, leggeri o compatti, pi\u00f9 o meno amari e le diverse caratteristiche sono dovute alle differenti miscele degli stessi ingredienti e alla sapiente lavorazione del maestro pasticcere.<br \/>\nGli amaretti interi, avvolti con pastella e fritti si possono trovare nel tradizionale fritto misto alla piemontese. Sbriciolati sono un importante ingrediente del \u201cBonet\u201d, tradizionale dolce al cucchiaio piemontese.<br \/>\nTra i pi\u00f9 significativi, si possono ricordare:<br \/>\n<b>Amaretti di Mombaruzzo<\/b><br \/>\nSono dolci prodotti artigianalmente, secondo un\u2019antica ricetta ideata da Francesco Moriondo, alla fine del 1700 e divenuta tipica di Mombaruzzo.<br \/>\nLe mandorle e le armelline vengono passate alla raffinatrice e quindi poste nell\u2019impastatrice con lo zucchero e l\u2019albume fresco. L\u2019impasto ottenuto, lavorato esclusivamente a mano, prende poi la forma dei tipici amaretti che posti sulle teglie vengono quindi cotti in forno. Una volta raffreddati, sono avviluppati singolarmente e a mano nelle caratteristiche cartine frastagliate che ne manterranno intatta la morbidezza.<br \/>\nIl segreto degli amaretti \u00e8 nella miscela degli ingredienti che solo se sapientemente assemblati possono creare quell\u2019inconfondibile sapore dolce-amaro unico nel suo genere.<br \/>\nIl metodo di lavorazione dell\u2019\u201dAmaretto di Mombaruzzo\u201d, nel corso degli anni, \u00e8 rimasto invariato e si distingue per l\u2019assoluta assenza di conservanti e additivi.<br \/>\nIl gusto particolare e la caratteristica morbidezza differenziano il dolce in oggetto dagli altri amaretti prodotti in Piemonte.<\/p>\n<p><b>Amaretti di Valenza<\/b><br \/>\nEssi sono dolci prodotti artigianalmente, secondo un\u2019antica ricetta ideata alla fine del 1800. Sono prodotti freschi da consumare nell\u2019arco dei tre mesi.<br \/>\nSi differenziano dagli altri amaretti per il tipo di lavorazione. Le mandorle e le armelline sono passate in raffinatrice e, quindi, impastate con l\u2019albume montato a neve (questo per garantire al prodotto una leggerezza e morbidezza che sono la loro principale caratteristica). Dalla montata ottenuta si ricavano manualmente delle piccole noci di prodotto che, una volta sfornate, danno origine ai tipici \u201cAmaretti di Valenza\u201d che, pur avendo le dimensioni classiche, sono di peso molto leggero (circa 8- 10 grammi ciascuno). Dopo che gli amaretti si sono raffreddati, vengono avviluppati manualmente nella caratteristica carta per mantenere pi\u00f9 a lungo la morbidezza.<br \/>\nIl tipico incartamento a caramella dei singoli pezzi viene affidato ad un\u2019attrezzatura meccanica, mentre la successiva preparazione di confezioni e scatole avviene in modo manuale.<\/p>\n<p><b>Amaretti di Acqui<\/b>\u00a0Essi sono dolci prodotti con una lavorazione artigianale, mantenuta ancora oggi dopo duecento anni ed utilizzando solo prodotti di prima scelta. Le mandorle dolci e\/o amare e lo zucchero vengono passate con una parte di albume alla raffinatrice, poi utilizzando l\u2019impastatrice viene aggiunto il rimanente albume montato a neve. L\u2019impasto viene spezzettato, lavorato a mano e cotto, dove assumer\u00e0 la classica forma dell\u2019amaretto. Una volta raffreddato viene avviluppato a caramella nelle cartine, dove manterr\u00e0 intatto la fragranza e la morbidezza. Il segreto dell\u2019 \u201cAmaretto di Acqui\u201d, oltre all\u2019utilizzo di eccellenti materie prime, \u00e8 la sapiente lavorazione del maestro pasticcere che, dosando con equilibrio le mandorle con lo zucchero, crea quel gradevole sapore dolce amaro. Il metodo di produzione dell\u2019 \u201cAmaretto di Acqui\u201d negli anni non \u00e8 variato, sempre senza utilizzare conservanti o additivi.<\/p>\n<p><b>Amaretti di Gavi<\/b><br \/>\nSi tratta di un amaretto morbido e asciutto, non gommoso, con accentuato sapore di mandorle, sia dolci che amare. E\u2019 un prodotto artigianale privo di conservanti, che dura circa 90 giorni se conservato in luogo fresco e asciutto, al riparo dall\u2019aria.<br \/>\nArtigianalmente gli amaretti possono ancora essere formati manualmente con il tipico \u201cpizzicotto delle tre dita\u201d.<br \/>\nL\u2019imballaggio \u00e8 manuale in sacchetti di plastica o carta politenata.che non permettono il passaggio dell\u2019aria<\/p>\n<p><b>Amaretti di Ovada<\/b><br \/>\nLa sapiente miscelazione degli ingredienti conferiscono a questo pasticcino un sapore particolarmente delicato, moderatamente amaro.<br \/>\nLe metodologie utilizzate per la preparazione di questi pasticcini stanno a met\u00e0 tra la lavorazione artigianale e quella industriale.<br \/>\nGli amaretti di Ovada vengono commercializzati in scatole di cartone personalizzati o in sacchetti di plastica.<\/p>\n<p><b>Zona di produzione<\/b><br \/>\nGli amaretti sono prodotti in molte localit\u00e0 del Piemonte. Famosi sono quelli di Mombaruzzo (At), Valenza (Al), Acqui (Al), Gavi (Al) e Ovada (Al)..<\/p>\n<p><b>Attrezzature utilizzate<\/b><br \/>\nPer la preparazione degli Amaretti occorrono le normali attrezzature utilizzate nei laboratori di pasticceria: raffinatrici, impastatrici e forno rotativo. L\u2019esiguo numero di macchinari per la lavorazione del prodotto testimonia il grande impiego del lavoro manuale nella produzione a salvaguardia di una importante tradizione secolare ormai consolidata.<\/p>\n<p><b>La storia<\/b><br \/>\n<b>Amaretti di Mombaruzzo<\/b><br \/>\nQuando Francesco Moriondo, pasticcere della corte dei Savoia, alla fine del \u2018700 si trasfer\u00ec a Mombaruzzo (documenti ne attestano l\u2019attivit\u00e0 nel 1792) e cominci\u00f2 a produrre e a mettere sul mercato i suoi \u201cAmaretti di Mombaruzzo\u201d, ben poche persone conoscevano questa specialit\u00e0. Ben presto questa attivit\u00e0 lievit\u00f2, grazie alla fragrante bont\u00e0 di questo prodotto che lo rende unico nel suo genere.<br \/>\nNel corso degli anni, in molti paesi, anche fuori della Provincia e della Regione, molti si sono cimentati nella imitazione di questa specialit\u00e0, ma gli \u201cAmaretti di Mombaruzzo\u201d restano sempre i migliori.<br \/>\nDopo la seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento i consensi diventano numerosi; con la partecipazione a mostre ed esposizioni la ditta Moriondo otteneva numerose medaglie d\u2019oro: Napoli 1882, Milano e Torino 1884, Roma 1887-1895.<br \/>\nLa produzione degli \u201cAmaretti di Mombaruzzo\u201d \u00e8 ora continuata, oltre che dai successori di Moriondo, da altri intraprendenti artigiani locali con laboratori e metodi rigorosamente artigianali, che gi\u00e0 guardano al mercato europeo per la collocazione del prestigioso prodotto.<\/p>\n<p><b>Amaretti di Valenza<\/b><br \/>\nGli \u201cAmaretti di Valenza\u201d compaiono nell\u2019Archivio storico del Comune di Valenza a proposito di un premio che fu loro assegnato nel 1898 all\u2019Esposizione Nazionale di Torino.<br \/>\nIl prezzo di vendita di questi dolci era, in quel periodo, di \u00a3 3 al kg a Valenza e \u00a3 3,5 \u201cfranca di porto del Regno\u201d.<br \/>\n\u00c8 significativo sottolineare l\u2019importanza dell\u2019attestato di partecipazione del prodotto all\u2019Esposizione Campionaria del 1906.<br \/>\nNel periodo intorno agli anni 1910 \u2013 1920 gli \u201cAmaretti di Valenza\u201d erano regolarmente ordinati dal \u201cControllo degli Uffici della Real Casa\u201d per il Re e la Sua Corte ed erano molto apprezzati.<br \/>\nEsistono ancora un telegramma e parecchie lettere nelle quali gli \u201cUffici di bocca\u201d lodavano gli amaretti forniti: \u201csono stati molto apprezzati per la finezza della lavorazione e per la dose indovinatissima, che ne fanno una specialit\u00e0 veramente gustosa\u201d. (05\/09\/1911).<br \/>\nLa ricetta \u00e8 ancora oggi quella originale. Nel corso degli anni, l\u2019Amaretto di Valenza ha avuto modo di essere apprezzato anche fuori dal territorio nazionale e, oggi, trova estimatori in ogni angolo del mondo, dalla Cina alla Nuova Zelanda, perch\u00e9 riesce a mantenere la sua fragranza e morbidezza anche durante lunghi trasporti.<\/p>\n<p><b>Amaretti di Acqui<\/b><br \/>\nI Maestri pasticceri pi\u00f9 anziani di Acqui Terme sono la memoria del tempo trascorso dalla prima volta che furono prodotti gli \u201cAmaretti di Acqui\u201d, quando venivano confezionati utilizzando una variet\u00e0 autoctona di mandorle, le \u201cSaccarelle\u201d. Purtroppo, non \u00e8 pi\u00f9 possibile utilizzare quel tipo di mandorla in quanto la produzione \u00e8 quasi del tutto scomparsa anche se si sta tentando di reimpiantarla per recuperare quell\u2019antico sapore.<\/p>\n<p><b>Amaretti di Gavi<\/b><br \/>\nL\u2019amaretto ha una tradizione antica radicata nella sua zona di produzione, come avvalorato da documentazione storica locale.<\/p>\n<p><b>Amaretti di Ovada<\/b><\/p>\n<p>L\u2019amaretto ha una tradizione antica radicata nella sua zona di produzione, come avvalorato da documentazione storica locale.<\/p>\n<p><a title=\"prodotti tipici del Piemonte\" href=\"http:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/prodotti-tipici-del-piemonte\/\"><strong>l&#8217;elenco di tutti prodotti tipici del Piemonte<\/strong><\/a><\/p>\n<div class=\"fblikebutton_button\" style=\"float: right; margin-left: 10px;\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=https%3A%2F%2Fwww.saporidelpiemonte.net%2Fblog%2Fprodotti-tipici-del-piemonte%2Famaretti%2F&amp;layout=standard&amp;show-faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width:450px; height:26px\"><\/iframe><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"i prodotti tipici del Piemonte\n&nbsp;\nGli amaretti sono prodotti dolciari, secchi o morbidi, leggermente amarognoli, tradizionali di alcune localit\u00e0 &hellip;","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"parent":7716,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"csco_display_header_overlay":false,"csco_singular_sidebar":"","csco_page_header_type":"","csco_page_load_nextpost":"","csco_post_video_location":[],"csco_post_video_location_hash":"","csco_post_video_url":"","csco_post_video_bg_start_time":0,"csco_post_video_bg_end_time":0,"footnotes":""},"class_list":{"0":"post-8419","1":"page","2":"type-page","3":"status-publish","5":"cs-entry","6":"cs-video-wrap"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/8419","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8419"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/8419\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8435,"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/8419\/revisions\/8435"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7716"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8419"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}