{"id":8514,"date":"2013-04-03T05:17:48","date_gmt":"2013-04-03T04:17:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/?page_id=8514"},"modified":"2013-04-03T05:17:48","modified_gmt":"2013-04-03T04:17:48","slug":"gianduiotto","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/prodotti-tipici-del-piemonte\/gianduiotto\/","title":{"rendered":"GIANDUIOTTO"},"content":{"rendered":"<h3><a title=\"prodotti tipici del Piemonte\" href=\"http:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/prodotti-tipici-del-piemonte\/\"><strong>i prodotti tipici del Piemonte<\/strong><\/a><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il celebre Gianduiotto \u00e8 un cioccolatino a forma di spicchio o barchetta rovesciata, ottenuto impastando cacao, zucchero e le famose nocciole tonde gentili del Piemonte, rinomate per la loro qualit\u00e0 fine e gustosa. Il suo colore bruno varia a seconda delle miscele di cacao utilizzate, mentre la caratteristica forma deriva da antichi sistemi di lavorazione.<\/p>\n<p><b>Zona di produzione<\/b><br \/>\nLa zona di produzione del prodotto in oggetto comprende tutto il Piemonte.<\/p>\n<p><b>Attrezzature utilizzate<\/b><br \/>\nNelle attuali produzioni industriali, il gianduiotto viene ottenuto con una pasta di cioccolato pi\u00f9 ricca di burro di cacao rispetto al passato, per facilitarne la lavorazione.<br \/>\nIl processo produttivo passa attraverso diverse fasi quali: miscelazione, raffinazione e concaggio a secco degli ingredienti (pasta di cacao, pasta di nocciola e zucchero). A questo punto della lavorazione, viene aggiunto all\u2019impasto il burro di cacao e la miscela subisce nuove lavorazioni: stoccaggio, temperaggio, colaggio in stampi, raffreddamento, smodellaggio ed incarto.<\/p>\n<p><b>La storia<\/b><br \/>\nNato nel 1865, il Gianduiotto \u00e8 oggi conosciuto in tutto il mondo e, ovunque, parla della citt\u00e0 di Torino.<br \/>\nGi\u00e0 da tempo si fabbricava cioccolato alla nocciola ma utilizzando nocciole a pezzetti non tostate. L\u2019idea di amalgamare al cioccolato le nocciole tostate e tritate venne a Michele Prochet.<br \/>\nAlcuni cronisti sostengono che l\u2019invenzione della \u201cpasta Gianduia\u201d sia nata da uno stato di necessit\u00e0: Napoleone, con il blocco continentale, aveva reso quasi impossibile ai confettieri piemontesi il rifornimento di cacao, il cui prezzo, nel frattempo, era salito alle stelle. Cos\u00ec, per continuare a produrre il cioccolato, gli ingegnosi subalpini avrebbero pensato di unire al cacao un frutto di casa: le nocciole. Gi\u00e0 nel 1852, Michele Prochet produceva questa pasta di cioccolato e nocciole ma, solo nel 1865, vennero messi in commercio i \u201cGianduia\u201d, popolarmente chiamati \u201cgianduiotti\u201d.<br \/>\nIl padrino di questo nuovo cioccolatino \u00e8 proprio Gianduia, la simpatica maschera piemontese. Nell\u2019800, durante il carnevale, a Torino, era consuetudine allestire una grande fiera e la gente accorreva da ogni parte del Regno. Finch\u00e9 durava il carnevale, non era pi\u00f9 il re, ma \u201csua Maest\u00e0 Gianduia\u201d a governare bonariamente la citt\u00e0 con leggi e decreti. Fu durante il carnevale che Gianduia assaggi\u00f2 i gi\u00e0 popolari cioccolatini e, constatandone di persona la squisitezza, autorizz\u00f2 il produttore a chiamarli col suo nome. Intanto, Michele Prochet, per i suoi meriti nel campo della lavorazione del cioccolato, venne inviato, nel 1867, a far parte dell\u2019Accademia di Francia.<br \/>\nPer molti aspetti il gianduiotto \u00e8 carico di significati allegorici legati al carnevale. Il profilo del cioccolatino ricorda l\u2019ala del cappello della popolare maschera \u2013 come ebbe ad osservare il celebre burattinaio Giovanni Battista Sales. Simbolo di regalit\u00e0 \u00e8, invece, la stagnola che lo ricopre, una vera e propria novit\u00e0 per quei tempi: il gianduiotto \u00e8 stato il primo cioccolatino ad essere incartato!<br \/>\nIl suo successo si deve innanzi tutto alle sue qualit\u00e0 ma la sua fortuna commerciale venne affidata a decine di maschere Gianduia che distribuivano sorrisi e cioccolatini, accompagnandoli con inchini e spiritose battute.<br \/>\nAgli inizi, la lavorazione era tutta manuale: la massa di cioccolato veniva impastata a mano poi lavorata con una coltella grande rettangolare e con una pi\u00f9 piccola fino a ottenere una viscosit\u00e0, una consistenza e una fluidit\u00e0 ottimali. Infine, sempre utilizzando le due coltelle, gli abili \u201ccicolat\u00e8\u201d scodellavano il cioccolatino dandogli la caratteristica forma a spicchio. Successivamente, si ottenne il gianduiotto per \u201cestrusione\u201d, producendo una pasta continua nella caratteristica forma a spicchio, tagliata in modo regolare dalle \u201ccicolatere\u201d. I gianduiotti venivano, poi, sistemati su fogli di carta velina in piccoli plateaux; dopo aver riposato in ambienti freschi, venivano ripresi e incartati manualmente.<br \/>\nLa produzione e la lavorazione dei gianduiotti nel torinese \u00e8 documentata da molti studi storici locali.<\/p>\n<p><a title=\"prodotti tipici del Piemonte\" href=\"http:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/prodotti-tipici-del-piemonte\/\"><strong>l&#8217;elenco di tutti prodotti tipici del Piemonte<\/strong><\/a><\/p>\n<div class=\"fblikebutton_button\" style=\"float: right; margin-left: 10px;\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=https%3A%2F%2Fwww.saporidelpiemonte.net%2Fblog%2Fprodotti-tipici-del-piemonte%2Fgianduiotto%2F&amp;layout=standard&amp;show-faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width:450px; height:26px\"><\/iframe><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"i prodotti tipici del Piemonte\n&nbsp;\nIl celebre Gianduiotto \u00e8 un cioccolatino a forma di spicchio o barchetta rovesciata, ottenuto &hellip;","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"parent":7716,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"csco_display_header_overlay":false,"csco_singular_sidebar":"","csco_page_header_type":"","csco_page_load_nextpost":"","csco_post_video_location":[],"csco_post_video_location_hash":"","csco_post_video_url":"","csco_post_video_bg_start_time":0,"csco_post_video_bg_end_time":0,"footnotes":""},"class_list":{"0":"post-8514","1":"page","2":"type-page","3":"status-publish","5":"cs-entry","6":"cs-video-wrap"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/8514","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8514"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/8514\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8538,"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/8514\/revisions\/8538"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7716"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8514"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}