{"id":24944,"date":"2017-02-02T09:37:23","date_gmt":"2017-02-02T08:37:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/?p=24944"},"modified":"2017-02-02T16:31:24","modified_gmt":"2017-02-02T15:31:24","slug":"monferrato-1050-una-voce-fuori-dal-coro-gianluigi-bera-storico-e-vignaiolo-e-un-genocidio-culturale-asti-si-annulla-la-lezione-unesco-non-e-servita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/monferrato-1050-una-voce-fuori-dal-coro-gianluigi-bera-storico-e-vignaiolo-e-un-genocidio-culturale-asti-si-annulla-la-lezione-unesco-non-e-servita\/","title":{"rendered":"Monferrato 1050. Una voce fuori dal coro. Gianluigi Bera, storico e vignaiolo: \u00ab\u00c8 un genocidio culturale. Asti si annulla. La lezione Unesco non \u00e8 servita\u00bb"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_24951\" aria-describedby=\"caption-attachment-24951\" style=\"width: 1872px\" class=\"wp-caption alignright\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-24951\" alt=\"La tomba di Aleramo a Grazzano Badoglio \" src=\"http:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/09.jpg\" width=\"1872\" height=\"1231\" srcset=\"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/09.jpg 1872w, https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/09-300x197.jpg 300w, https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/09-1024x673.jpg 1024w, https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/09-600x394.jpg 600w, https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/09-84x55.jpg 84w\" sizes=\"(max-width: 1872px) 100vw, 1872px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-24951\" class=\"wp-caption-text\">La tomba di Aleramo a Grazzano Badoglio<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u00c8 evidente che su questo blog abbiamo dato voce a perplessit\u00e0 e dubbi su Monferrato 1050, iniziativa che coinvolge le province di Asti e Alessandria, e che, nei desiderata, vorrebbe rilanciare un grande territorio nel nome del Monferrato di aleramica memoria. Si \u00e8 parlato di &#8220;cavalcata intellettuale&#8221; di sinergia storica. Allo stato, per\u00f2, di programmi ancora poche notizie, di strumenti di comunicazione ancora meno.<br \/>\nQualcuno ci ha tacciati di &#8220;tafazzismo&#8221;: \u00abNon siete mai contenti. Pronti a criticare progetti inclusivi e a non collaborare\u00bb.<br \/>\nVero. Siamo ipercritici. Ma non \u00e8 vero che non \u00a0siamo pronti a collaborare. Lo siamo su basi concrete che qui, ci sembra, non ci siano ancora.<br \/>\nInoltre ci sia concesso di avanzare altre perplessit\u00e0 sul nome Monferrato: ma siamo davvero sicuri che sia un &#8220;brand&#8221; vincente quando, ad esempio, la maggior parte dei vini (non dimentichiamo che l&#8217;enologia \u00e8 strategica da queste parti con buona pace di ancora non se n&#8217;\u00e8 accorto) che si produce in zona hanno la denominazione d&#8217;Asti?<br \/>\nEcco, ora ci accuseranno di campanilismo. Invece \u00e8 bene farsi queste domande, al di l\u00e0 delle proprie convinzioni.<br \/>\nE non siamo gli unici a pensarla cos\u00ec.<br \/>\nQui pubblichiamo l&#8217;intervento di Gianluigi Bera, vignaiolo e storico di lungo corso a cui si devono varie pubblicazioni sull&#8217;Astesana. Un intervento che, a quanto ci risulta, avrebbe dovuto essere letto pubblicamente ma che, per vari motivi, sembra sia stato cassato. Bene, siccome siamo fans sfegatati dell&#8217;articolo 21 della nostra beneamata Costituzione, ecco l&#8217;analisi di Bera, che, lo ripetiamo, non \u00e8 una critica tout-court, ma offre parecchi e pesanti spunti di riflessione.<\/p>\n<p><em>&#8220;E\u2019 certamente encomiabile progettare la valorizzazione e lo sviluppo di nuove idee imprenditoriali in un Territorio partendo dalla sua cultura. Altrettanto lodevole l\u2019intento di \u201c<em id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1485893501625_2870\">valorizzare l\u2019area collinare e vitivinicola piemontese, a cavallo fra due province\u201d\u00a0<\/em><em id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1485893501625_2872\">utilizzando le suggestioni e l\u2019impatto emotivo dei suoi miti fondativi.\u00a0<\/em>In questo caso l\u2019area in oggetto \u00e8 il Monferrato, ed il mito la leggendaria cavalcata mediante la quale il marchese Aleramo defin\u00ec per la prima volta la sua realt\u00e0 territoriale. Cultura, storia, suggestioni, fascino: ci sono tutti gli ingredienti perch\u00e9 oggi quella cavalcata si possa rievocare e riproporre come operazione \u201cintellettuale\u201d e di marketing. <\/em><br \/>\n<em> Ci sono, per\u00f2, anche alcuni aspetti che rischiano di inficiare l\u2019iniziativa proprio sul piano culturale e storico.<\/em><\/p>\n<p><em><b>Asti fuori dalla Marca aleramica<\/b><\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_24949\" aria-describedby=\"caption-attachment-24949\" style=\"width: 280px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-24949\" alt=\"bera\" src=\"http:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/bera.jpg\" width=\"280\" height=\"223\" srcset=\"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/bera.jpg 400w, https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/bera-300x239.jpg 300w, https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/bera-74x58.jpg 74w, https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/bera-60x49.jpg 60w\" sizes=\"(max-width: 280px) 100vw, 280px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-24949\" class=\"wp-caption-text\">Gianluigi Bera<\/figcaption><\/figure>\n<p><em>Seconda cosa non meno importante: a partire dalla fine dell\u2019XI secolo, Asti si costru\u00ec un proprio esteso territorio, facendone una compagine statale destinata\u00a0 ad avere una vita lunghissima malgrado le varie evoluzioni istituzionali: tale territorio non fece mai parte del Monferrato.<\/em><\/p>\n<p><em>Terzo: secondo l\u2019icastica definizione del compianto Renato Bordone, il ruolo storico di Asti \u00e8 quello di \u201ccapitale provinciale\u201d nel retaggio di un proprio stato, di cui difese l\u2019identit\u00e0 e l\u2019alterit\u00e0 fino a tempi molto recenti, a dispetto delle numerose variazioni istituzionali.<\/em><\/p>\n<p><em>Non \u00e8 certo questa la sede per ripercorrere la storia e le specificit\u00e0 di quel territorio che da \u201cPosse communis Astensis\u201d divenne la \u201cPatria Astese\u201d tout-court gi\u00e0 a partire dal XIV secolo, e che fu chiamato \u201cAstesana\u201d in omaggio alla citt\u00e0 eponima ed egemone, diventando pi\u00f9 prosaicamente \u201cAstigiano\u201d solo a partire dal Novecento.<\/em><\/p>\n<p><em>Storia e specificit\u00e0 non certo inferiori o meno suggestive di quelle del Monferrato, che per\u00f2 oggi proprio in nome della cultura si vogliono negare, cancellare e\u00a0 rimuovere.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<b>Un \u201cgenocidio\u201d culturale<\/b><\/em><\/p>\n<p><em>Oggi si sta di fatto annettendo, o sottomettendo, un Territorio antico, illustre e dalla forte identit\u00e0 imponendogli un nome, una storia ed un\u2019identit\u00e0 che non gli appartengono. <\/em><br \/>\n<em> E\u2019 una specie di genocidio culturale, o forse un suicidio culturale, visto che anche la vittima sembra collaborare alacremente alla propria autodistruzione. <\/em><br \/>\n<em> Forse perch\u00e9 non sa che cultura, identit\u00e0, radici, memorie e specificit\u00e0 sono requisiti essenziali ed irrinunciabili per la definizione di un Territorio e di tutte le strategie di marketing ad esso rivolte; forse\u00a0 perch\u00e9 rinunciandovi, e facendosene imporre di estranee, pensa di ottenere\u00a0 chiss\u00e0 quali profitti.<\/em><\/p>\n<p><em>Certo, sappiamo com\u2019\u00e8 andata, e quali sono le premesse e le ragioni che hanno portato a questo incredibile risultato. Anche l\u00ec, sarebbe lungo, e anche doloroso ripercorrerle, non fosse altro perch\u00e9 mosse da quel \u201c\u2026peu de\u00a0 mollesse et de nonchalance dans les esprits\u201d che Carlo Denina rimproverava agli astigiani gi\u00e0 nella seconda met\u00e0 del Settecento, e che da allora \u00e8 andato sempre peggiorando.<\/em><\/p>\n<p><em>E conosciamo le risposte che di solito ci vengono date quando chiediamo ragione di un simile scempio. \u201cMass\u00ec, la storia e la cultura sono roba da vecchi bacucchi chini sui libri polverosi, non contano niente. E poi mica si mettono in discussione, si parla solo di un Monferrato in senso geomorfologico, alla fine sempre di colline si tratta: e di un \u201cmarchio territoriale\u201d univoco per fare massa critica: perch\u00e9 a New York cosa vuoi che ne sappiano di Asti o di Casale. Quindi non dimentichiamo la storia ma non ne parliamo, tanto non interessa a nessuno; e lavoriamo tutti uniti sotto la balzana del Monferrato, astigiani, casalesi, acquesi, alessandrini, a costruire \u201cle magnifiche sorti, e progressive\u201d. .<\/em><\/p>\n<p><em><b>Ignorata la \u201clezione\u201d Unesco <\/b><\/em><\/p>\n<p><em>Grazie a questa logica di annullamento delle proprie specificit\u00e0, il primo clamoroso risultato lo abbiamo ottenuto recentemente: abbiamo convinto l\u2019Unesco che Asti ed il territorio che da essa prende il nome non esistono, e non vanno menzionati.<\/em><\/p>\n<p><em>E pensare che la richiesta di riconoscimento a \u201cPatrimonio dell\u2019Umanit\u00e0\u201d \u00e8 partita proprio da qui: abbiamo venduto la primogenitura per il piatto di lenticchie che qualcuno ha creduto di intravvedere nella rinuncia della propria identit\u00e0 culturale e storica. <\/em><br \/>\n<em> E pensare che proprio il caso UNESCO dovrebbe farci capire tante cose: ma di una almeno dobbiamo parlare. <\/em><br \/>\n<em> Fino alla fine degli anni \u201970 ventiquattro comuni situati sulla sinistra del Tanaro tra Alba ed i confini della nostra provincia, venivano inquadrati territorialmente nel modo pi\u00f9 disparato: ad esempio li si definiva \u201cOltretanaro\u201d, o \u201cBassa Langa albese\u201d, o addirittura \u201cAlto Monferrato albese\u201d. Quei ventiquattro comuni erano per\u00f2 coscienti di essere \u201caltro\u201d; e\u00a0 decisero di puntare su quella alterit\u00e0, costruendosi una propria identit\u00e0 e abbandonando quelle di comodo che in passato erano state loro assegnate. Scelsero di chiamarsi \u201cRoero\u201d, e di fregiare con quel nome le pi\u00f9 prestigiose produzioni vinicole della zona, e di marchiare con quel nome tutte le iniziative culturali, turistiche, recettive, ricreative che in essa si svolgevano.<\/em><\/p>\n<p><em>Oggi il Roero non \u00e8 un marchio territoriale, ma un vero Territorio, con la maiuscola; ed \u00e8 riuscito nel miracolo di essere inserito nell\u2019area UNESCO senza farne parte. Perch\u00e9 il Roero, pur rivendicando ed affermando le proprie specificit\u00e0 ed unicit\u00e0, ha fatto fin da subito gioco di squadra con le vicine Langhe grazie alla lungimiranza ed al fiuto del mondo imprenditoriale albese. Al punto che \u201cLanghe &#8211; Roero\u201d sono diventati un binomio inscindibile; due realt\u00e0 distinte e diverse ma unite; ed \u00e8 \u201cLanghe-Roero\u201d ad essere zona UNESCO almeno nel nome, che poi a ben guardare \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante visto che comporta solo onori e nessun onere. Al di l\u00e0 di ogni altra considerazione, resta il fatto che \u201cLanghe \u2013 Roero\u201d sono uno splendido esempio di territorio bipartito: unito e unitario nelle strategie e nelle realizzazioni, pur nell\u2019esaltazione delle diversit\u00e0 delle due anime che lo compongono. E quel trattino che\u00a0 unisce i due nomi distinti e ne fa un\u2019unica realt\u00e0 \u00e8 un capolavoro di intelligenza, di lungimiranza e di cultura.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em><b>Un \u201ctrattino\u201d che fa la differenza<\/b><\/em><\/p>\n<p><em>Ecco, \u00e8 da quel trattino che bisognerebbe partire. Abbiamo due territori distinti ma complementari; entrambi illustri per la ricchezza dei trascorsi storici, per la bellezza dei paesaggi, per la qualit\u00e0 delle loro produzioni; entrambi affini per le molte potenzialit\u00e0 inespresse, per la condivisione di importanti denominazioni vinicole, per ragioni amministrative e logistiche antiche o recenti. Ci vuole un trattino che li unisca per le strategie di sviluppo ed i progetti comuni.\u00a0 Ci vuole un trattino per costruire un\u2019unica realt\u00e0 composta da due territori, ognuno dei quali rispettoso delle proprie radici e delle proprie specificit\u00e0 storiche, culturali, ambientali ed economiche. Ci vuole un trattino che unisca i nomi \u201cAstesana\u201d e \u201cMonferrato\u201d facendone una realt\u00e0 territoriale forte, competitiva e dinamica. Quel trattino che \u00e8 insieme l\u2019unione ed il rispetto di due entit\u00e0 diverse \u00e8 il pi\u00f9 grande e rivoluzionario progetto da proporre per questa \u201ccavalcata\u201d dell\u2019intelligenza e della cultura&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Gianluigi Bera<\/strong><\/p>\n<div class=\"fblikebutton_button\" style=\"float: right; margin-left: 10px;\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=https%3A%2F%2Fwww.saporidelpiemonte.net%2Fblog%2Fmonferrato-1050-una-voce-fuori-dal-coro-gianluigi-bera-storico-e-vignaiolo-e-un-genocidio-culturale-asti-si-annulla-la-lezione-unesco-non-e-servita%2F&amp;layout=standard&amp;show-faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width:450px; height:26px\"><\/iframe><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00c8 evidente che su questo blog abbiamo dato voce a perplessit\u00e0 e dubbi su Monferrato 1050, iniziativa che &hellip;","protected":false},"author":2,"featured_media":24951,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"csco_display_header_overlay":false,"csco_singular_sidebar":"","csco_page_header_type":"","csco_page_load_nextpost":"","csco_post_video_location":[],"csco_post_video_location_hash":"","csco_post_video_url":"","csco_post_video_bg_start_time":0,"csco_post_video_bg_end_time":0,"footnotes":""},"categories":[7,11,1],"tags":[],"class_list":{"0":"post-24944","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ldi","8":"category-top-news","9":"category-ultimi","10":"cs-entry","11":"cs-video-wrap"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24944","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24944"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24944\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24953,"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24944\/revisions\/24953"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/24951"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24944"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24944"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24944"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}