{"id":30455,"date":"2018-07-16T15:39:54","date_gmt":"2018-07-16T14:39:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/?p=30455"},"modified":"2018-07-16T18:38:49","modified_gmt":"2018-07-16T17:38:49","slug":"vinchio-vaglio-da-giuliano-noe-a-giuseppe-rattazzo-passaggio-di-consegne-tra-enologi-nel-segno-della-continuita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/vinchio-vaglio-da-giuliano-noe-a-giuseppe-rattazzo-passaggio-di-consegne-tra-enologi-nel-segno-della-continuita\/","title":{"rendered":"Vinchio &#038; Vaglio. Da Giuliano No\u00e8 a Giuseppe Rattazzo: passaggio di consegne tra enologi nel segno della continuit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-30457\" alt=\"vinchio-tavolo-totale\" src=\"http:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Vinchio-Tavolo-totale.jpg\" width=\"1299\" height=\"862\" srcset=\"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Vinchio-Tavolo-totale.jpg 1299w, https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Vinchio-Tavolo-totale-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Vinchio-Tavolo-totale-1024x679.jpg 1024w, https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Vinchio-Tavolo-totale-600x398.jpg 600w, https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Vinchio-Tavolo-totale-84x55.jpg 84w\" sizes=\"(max-width: 1299px) 100vw, 1299px\" \/><\/p>\n<p><em>I dottori del vino non sono star e nemmeno comprimari. Gli enologi sono quelli che, d&#8217;intesa con i vignaioli, ma anche gli agronomi e i tecnici, in vigna e in Cantina, concorrono a essere protagonisti nella costruzione di un vino di successo. Per questo quando c&#8217;\u00e8 il cambio della guardia tra un winemaker e un altro \u00e8 una festa. Se poi il winemaker che passa la mano si chiama Giuliano No\u00e8 ed \u00e8 stato pap\u00e0 di tante eccellenti Barbera e di molti vini celebrati per una Cantina come quella di Vinchio e Vaglio, nell&#8217;Astigiano, allora la storia acquista contorni storici e personali unici. Come si legge nelle nota diffusa dalla Cantina stessa. Buona lettura.<\/em><\/p>\n<p>Un passaggio di consegne per certi versi epocale, ma che avviene nel segno della continuit\u00e0 tecnica e di indirizzo produttivo. E\u2019 quello tra l\u2019enologo Giuliano No\u00e8, considerato, a piena ragione, uno dei padri nobili della barbera e da oltre trent\u2019anni guida tecnica della Cantina di Vinchio e Vaglio Serra e l\u2019enologo Giuseppe \u201cBeppe\u201d Rattazzo che di Giuliano \u00e8 stato prima allievo e poi prezioso collaboratore, anche in questo caso per quasi quattro decenni.<\/p>\n<p>L\u2019annuncio \u00e8 stato dato ai rappresentanti degli organi di informazione dai dirigenti della Cantina, il presidente Lorenzo Giordano, il vicepresidente Giuseppe Balbo ed il direttore Ernestino Lajolo, \u00a0&#8211; presenti i due protagonisti dell\u2019evento &#8211; qualche giorno prima della comunicazione pubblica che avverr\u00e0 nel tardo pomeriggio di sabato 21 Luglio a Vaglio Serra durante \u201cVeglie a Vaglio\u201d.<\/p>\n<p>Ai ringraziamenti che Giordano e Lajolo gli hanno espresso per il suo determinante contributo al successo crescente della Cantina, un No\u00e8 palesemente emozionato ha risposto, racchiudendo in poche parole il senso di uno straordinario lavoro di identificazione tra persone, territorio e vino, ringraziando a sua volta la Cantina ed i suoi dirigenti per avergli dato l\u2019opportunit\u00e0 di fare liberamente, e con eccellenti risultati, tutto ci\u00f2 che un enologo sogna di poter fare nel proprio lavoro.<\/p>\n<p>L\u2019onda lunga della presenza di No\u00e8 alla Cantina di Vinchio e Vaglio non si fermer\u00e0 comunque con la decisione di passare la mano per \u201craggiunti limiti di et\u00e0\u201d poich\u00e9 la strumentazione tecnica del suo studio a Nizza Monferrato \u00e8 stato trasferito interamente alla Cantina dove si stanno allestendo i locali per farlo diventare pienamente operativo.<\/p>\n<p>Un altro passo, quest\u2019ultimo, \u201corientato\u201d al conseguimento della qualit\u00e0 assoluta delle produzioni enologiche della Viticoltori Associati che vede, tra l\u2019altro, arricchirsi continuamente il suo \u201ccatalogo\u201d. Mentre infatti si sta sensibilmente accorciando il tempo d\u2019attesa \u2013 il prossimo anno dovrebbe essere quello giusto &#8211; per poter degustare un \u201cAlta Langa\u201d targato Vinchio e Vaglio Serra, l\u2019attenzione dei tecnici della Cantina si \u00e8 rivolta, ovviamente senza dimenticare il vino della storia e del territorio che resta la Barbera in tutte le sue declinazioni, a varie tipologie di Pinot nero. Dopo il Gajera, vinificato in purezza ed arrivato sul mercato lo scorso anno sotto l\u2019egida della Doc Piemonte, le novit\u00e0 di questi mesi sono l\u2019\u201cInnominato\u201d, un rosato borderline del tutto insolito per chi \u00e8 abituato al Pinot ed il \u201cCa du Re\u201d, uno spumante ros\u00e8 100% pinot nero. Ultimi nati s\u00ec, ma nell\u2019irrinunciabile solco del profilo alto, ormai marchio indelebile di Vinchio e Vaglio Serra. Profilo che verr\u00e0 sicuramente mantenuto sotto la conduzione di Beppe Rattazzo che, rispettando l\u2019obiettivo aziendale della Cantina per avere almeno un\u2019etichetta nuova ogni anno, riserver\u00e0 una particolare attenzione al comparto del \u201cbiologico\u201d che oggi costituisce uno dei fattori di maggior attrazione da parte dei consumatori.<\/p>\n<p>\u201cNon sar\u00e0 facile \u2013 ha affermato Rattazzo \u2013 perch\u00e9 per fare del vero biologico sono necessarie pratiche che condizionano non soltanto il risultato organolettico finale, ma speciale cure in vigneto ed in cantina che non possono non avere risvolti economici, sia per chi produce, sia per chi acquista. Siamo comunque fiduciosi che, grazie alla filosofia ormai storica di questa Cantina, avremo risultati confortanti\u201d.<\/p>\n<p><b style=\"line-height: 1.5em;\">Giuliano No\u00e8<br \/>\n<\/b><b>qualche nota di una vita\u00a0<\/b><b>dedicata alla Barbera<\/b><\/p>\n<p>Ultimo di cinque figli \u2013 il pap\u00e0 era un carradore \u2013 Giuliano No\u00e8 nasce a Monforte d\u2019Alba nel 1935, ma gi\u00e0 a sei anni si trasferisce a Cossano Belbo dove la mamma ha ereditato la casa dei genitori. Dopo studi un po\u2019 rocamboleschi, nel periodo bellico e nell\u2019immediato dopoguerra, si diploma alla celebre Scuola enologica di Alba.<\/p>\n<p>Nel 1956 trova subito lavoro in una ditta di Canelli dove la paga \u00e8 pressoch\u00e9 nulla, ma pu\u00f2 cominciare a fare esperienza. Lavorer\u00e0 poi a Torino e nuovamente a Canelli da cui si trasferir\u00e0 a Nizza Monferrato che diventa la sua seconda, e definitiva, patria. Giuliano punta a diventare, cosa abbastanza insolita per l\u2019epoca, un libero professionista. Obiettivo raggiunto negli anni \u201970, praticando la professione in Emilia Romagna, Toscana e Svizzera \u2013 in anni pi\u00f9 recenti anche in Liguria dove ha messo mano alla realizzazione di uno straordinario Pigato &#8211; pur mantenendo Nizza Monferrato come punto di riferimento della sua attivit\u00e0. Si dice Nizza e si pensa Barbera. Cos\u00ec Giuliano, a met\u00e0 degli anni \u201980, si trova al posto giusto nel momento giusto per l\u2019avvio del rinascimento di questo grande vino piemontese, fino ad allora svilito e oggetto delle pi\u00f9 diverse manipolazioni.<\/p>\n<p>E\u2019 in questo periodo che No\u00e8 inizia la sua collaborazione con i grandi protagonisti della \u201crivincita\u201d della barbera\u201d \u2013 da non dimenticare la sua opera, iniziata in tempi ormai molto lontani, a sostegno della nascita del \u201cNizza\u201d, oggi finalmente giunta a compimento &#8211; tra cui non si possono non citare Giacomo Bologna, Arturo Bersano, Angelo Sonvico e, perch\u00e9 no, la Cantina di Vinchio e Vaglio Serra che proprio in quegli anni diventa uno dei suoi \u201cfigli\u201d prediletti dando vita a straordinari prodotti come la selezione \u201cVigne vecchie\u201d di Barbera d\u2019Asti superiore docg, la Barbera d\u2019Asti superiore \u201cTre Vescovi\u201d e ad altri innumerevoli vini di pregio che si sono rivelati tali grazie alla capacit\u00e0 di individuare le migliori potenzialit\u00e0 produttive di ogni posizione e terreno. Emblematico il caso della doc \u201cPiemonte barbera\u201d, un vino di quotidiana ma assoluta qualit\u00e0, ottenuto da uve di vigneti che non si possono considerare dei \u201ccru\u201d, ma che rispondono alle richieste di qualit\u00e0 diffusa di molta parte dei consumatori.<\/p>\n<p>Tra i tanti riconoscimenti ricevuti nella sua lunga carriera, si segnala, sul piano nazionale, l\u2019attribuzione del prestigioso titolo di \u201cEnologo dell\u2019anno\u201d da parte della Guida dei Vini 2005 di Slow Food e su quello pi\u00f9 vicino a noi, del Premio Davide Lajolo-Il Ramarro ed del Premio Storytelling Barbera d\u2019Asti-Raccontare il territorio istituito recentemente a Vaglio Serra.<\/p>\n<p><b style=\"line-height: 1.5em;\">Piccola carta d\u2019identit\u00e0<br \/>\n<\/b><b>di Giuseppe \u201cBeppe\u201d Rattazzo<\/b><\/p>\n<p>Nasce nel marzo del 1956 in una famiglia contadina di Rocchetta Palafea, alle porte della Langa Astigiana. Dopo aver conseguito il diploma di Perito Agrario specializzato in Viticoltura ed Enologia presso la \u201cScuola enologica\u201d di Alba (Istituto di Istruzione superiore Umberto I), trova occupazione nel settembre del 1979 nell\u2019azienda agraria Cattaneo Adorno Gustiniani di Retorbido in provincia di Pavia ed inizia, sia pur saltuariamente, la sua pluridecennale collaborazione tecnica con lo Studio No\u00e8. Nel 1982, sempre per la Cattaneo Adorno Giustiniani, ma questa volta a Gabiano Monferrato, viene chiamato a curare il settore della vinificazione della produzione aziendale e l\u2019imbottigliamento. Dall\u2019ottobre 1985 all\u2019inizio del 2001 il suo principale impegno, pur continuando una importante collaborazione con lo Studio No\u00e8, \u00e8 in Canton Ticino, in Svizzera, dove ricopre per alcuni mesi del 1985, l\u2019incarico di responsabile della vinificazione della Roberti Foc S:A di Bodio e nei successivi quindici anni, quello di enologo e responsabile tecnico di cantina della stessa Roberti Foc e della Casa Vinicola Gialdi di Mendrisio, sempre in Canton Ticino.<\/p>\n<p>Nel 2001 diventa libero professionista e lo resta fino ad oggi. Mentre si intensifica la collaborazione con lo studio di Giuliano No\u00e8, Rattazzo \u00e8 consulente enologico a tutto campo per numerose aziende agricole, occupandosi sia dell\u2019assistenza tecnica nelle pratiche agricole, dalla potatura della vite alla raccolta delle uve, sia della cura delle successive fasi di vinificazione, affinamento e imbottigliamento dei vini.<\/p>\n<p>Tra queste si ricordano, a puro titolo di esempio, l\u2019Avezza di Canelli (Barbera e Alta Langa), San Bartolomeo di Fulvio Bergaglio a Gavi (Gavi), la Caudrina di Romano Dogliotti, Roberto Ferraris di Agliano Terme (Barbera), Guasti di Nizza Monferrato, La Gironda di Nizza Monferrato (Barbera), La Luna del Rospo di Agliano Terme (Barbera e Nebbiolo in Biologico), Beppe Marino di Santo Stefano Belbo (Moscato), Franco Martinetti, Cantina Sociale Terra dei Santi di Castelnuovo Don Bosco (Freisa, Barbera, Malvasia) e, ultima ma non per ultima, la Viticoltori Associati di Vinchio e Vaglio Serra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"fblikebutton_button\" style=\"float: right; margin-left: 10px;\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=https%3A%2F%2Fwww.saporidelpiemonte.net%2Fblog%2Fvinchio-vaglio-da-giuliano-noe-a-giuseppe-rattazzo-passaggio-di-consegne-tra-enologi-nel-segno-della-continuita%2F&amp;layout=standard&amp;show-faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width:450px; height:26px\"><\/iframe><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I dottori del vino non sono star e nemmeno comprimari. 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