{"id":30504,"date":"2018-07-21T08:41:43","date_gmt":"2018-07-21T07:41:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/?p=30504"},"modified":"2018-07-21T13:30:59","modified_gmt":"2018-07-21T12:30:59","slug":"forum-la-barbera-dasti-studia-i-suoi-areali-la-rossa-avra-i-suoi-cru-mobrici-consorzio-ricerca-scientifica-utile-per-prendere-consapevolezza-e-pensare-alle-menzioni-geografiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/forum-la-barbera-dasti-studia-i-suoi-areali-la-rossa-avra-i-suoi-cru-mobrici-consorzio-ricerca-scientifica-utile-per-prendere-consapevolezza-e-pensare-alle-menzioni-geografiche\/","title":{"rendered":"Forum. La Barbera d&#8217;Asti studia i suoi areali. La &#8220;Rossa&#8221; avr\u00e0 i suoi cru? Mobrici (Consorzio): \u00abRicerca scientifica utile per prendere consapevolezza e pensare alle menzioni geografiche\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-30516\" alt=\"20180720_151324\" src=\"http:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/20180720_151324.jpg\" width=\"1920\" height=\"1080\" srcset=\"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/20180720_151324.jpg 1920w, https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/20180720_151324-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/20180720_151324-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/20180720_151324-600x337.jpg 600w, https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/20180720_151324-195x110.jpg 195w\" sizes=\"(max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" \/><\/p>\n<p>Qualcuno pensa gi\u00e0 alle menzioni geografiche, cio\u00e8 ai cru, altri tirano il freno a mano e parlano di un primo passo verso la consapevolezza delle differenze tra gli areali di produzione, quale sia la differenza tra questi due pensieri si vedr\u00e0 tra qualche anno, quando i risultati della ricerca Barbera d&#8217;Asti 2.0 (nome non originale, ma significativo) prenderanno concretezza e saranno &#8220;digeriti&#8221; da una filiera che, come tutte quelle agricole in Piemonte, ha bisogno di tempo per accettare innovazioni e cambiamenti.<br \/>\nComunque il progetto di ricerca BdA 2.0 \u00e8 stato presentato ieri (20 luglio) al Castello di Costigliole d&#8217;Asti dai protagonisti che lo hanno suppoertato e realizzato, cio\u00e8 il Consorzio di Tutela, la Regione Piemonte e l&#8217;Universit\u00e0 di Torino, sponda Enologia e VIticoltura. Al tavolo dei relatori il presidente consortile, Filippo Mobrici, l&#8217;assessore regionale all&#8217;Agricoltura, Giorgio Ferrero e tre ricercatori scientifici: il prof. Vicenzo Gerbi insieme a Simone Giacosa e Salvatore Giacoppo.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo del nuovo progetto, secondo quello dichiarato al forum, \u00e8 la realizzazione di una \u2018<strong><em>mappa sensoriale<\/em><\/strong>\u2019\u00a0<strong>della Barbera d\u2019Asti Docg.<\/strong>\u00a0\u00abUno studio &#8211; \u00e8 stato detto &#8211; che si propone di definire il vasto territorio della denominazione, che si estende per<strong>\u00a05300 ettari<\/strong>\u00a0sulle superfici collinari dei\u00a0<strong>167 comuni<\/strong>\u00a0delle province di Asti e Alessandria, collegando in modo puntuale le caratteristiche dei vini Barbera d\u2019Asti alle differenze geologiche e microclimatiche che ne definiscono l\u2019area di produzione.<\/p>\n<p>Uno studio particolareggiato (qui il link:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Presentazione-progetto-barbera-2.0_20180720_BA20_DISAFA_v2.pdf\">presentazione-progetto-barbera-2-0_20180720_ba20_disafa_v2<\/a>)\u00a0che ha definito le molteplici sfaccettature che contribuiscono a creare un vino. Il progetto \u00e8\u00a0partito nel 2017. Lo scopo era definire i profili sensoriali e le conoscenze chimico-fisiche, per chiarire e valorizzare i profili identitari di ciascun area di produzione, sia in termini di caratteristiche pedoclimatiche, sia della loro impronta sul profilo organolettico.<br \/>\nTecnici esperti e accademici sono partiti dalle zone di produzione con attivit\u00e0 di<strong>\u00a0sperimentazione e monitoraggio su vigneti\u00a0<\/strong>che per altitudine, et\u00e0 delle viti, esposizione e composizione del suolo sono risultati i pi\u00f9 rappresentativi della zona di appartenenza. La ricerca tecnico-scientifica che ne \u00e8 derivata \u00e8 stata articolata in due fasi: la prima incentrata sull\u2019<strong>osservazione e l\u2019analisi in vigna<\/strong>\u00a0di fattori quali l\u2019andamento climatico (inteso in tutte le sue variabili, come escursione termica e precipitazioni), la struttura del terreno e l\u2019analisi delle uve (tramite la curva di maturazione, nella quale sono analizzati la componente fenolica, il ph, gli zuccheri, l\u2019acidit\u00e0). In relazione a questa prima fase sono poi state fatte micro-vendemmie e\u00a0<strong>prove di micro-vinificazione<\/strong>, per cui le campionature di uve Barbera d\u2019Asti, prelevate dai vigneti oggetto di analisi, sono state vinificate separatamente secondo il medesimo processo, volto a preservarne l\u2019espressione del varietale e dell\u2019area di provenienza. Un importante elemento, questo, per definire la correlazione tra vigneti e caratteristiche sensoriali, chimiche e fisiche espresse dai vini. La seconda fase della ricerca \u00e8 stata dedicata a\u00a0<strong>test dei vini attualmente in commercio<\/strong>\u00a0(<strong>82<\/strong>\u00a0vini\u00a0<strong>Barbera d\u2019Asti Docg<\/strong>\u00a0vendemmia 2016,\u00a0<strong>29<\/strong>\u00a0della\u00a0<strong>tipologia \u2018Superiore\u2019<\/strong>\u00a0vendemmia\u00a0<strong>2015<\/strong>) prelevati da\u00a0<strong>97 aziende diverse<\/strong>. Il Consorzio, insieme ai suoi associati, ha raccolto\u00a0<strong>111 campioni di Barbera d\u2019Asti.<\/strong>\u00a0Una campionatura significativa e rappresentativa delle tipologie attualmente disponibili, sottoposte a una commissione di degustazione composta da tecnici di cantina e ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Torino.<\/p>\n<p>\u00ab<em>I grandi vini del mondo, le pi\u00f9 rinomate denominazioni<\/em>\u00a0&#8211; spiega il presidente del Consorzio Barbera d&#8217;Asti e Vini del Monferrato,\u00a0<strong>Filippo Mobrici<\/strong>\u00a0&#8211;\u00a0<em>sono caratterizzate da aree vocate, i cosiddetti \u2018cru\u2019. Anche la Barbera d\u2019Asti ha intrapreso questa strada e con l\u2019avvio di questa nuova ricerca scientifica, mai realizzata prima d\u2019ora, puntiamo ad arrivare alla caratterizzazione delle aree produttive. Con questo studio intendiamo far emergere le diverse tipicit\u00e0 produttive di un\u2019area molto vasta, con caratteristiche uniche e distintive, punto di forza della Barbera d\u2019Asti. Se si pensa al Barolo, ad esempio, sono proprio le diversit\u00e0 di zona la vera ricchezza. Ci aspettano anni di lavoro e impegno &#8211; prosegue &#8211; per portare a termine il nostro ambizioso progetto, che ci impegner\u00e0 per i prossimi anni e che porter\u00e0 a qualificare ancora di pi\u00f9 la regina dei rossi del Piemonte. Oggi abbiamo presentato i primi dodici mesi di attivit\u00e0 scientifica e di studio avviata dal Consorzio, grazie al Dipartimento di Scienze agrarie, forestali e alimentari dell\u2019Universit\u00e0 di Torino e con il contributo fondamentale della Regione\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>\u00ab<em>A distanza di 10 anni dal progetto regionale \u2018Increase Barbera\u2019 che contribu\u00ec alla riqualificazione della Barbera d\u2019Asti Docg<\/em>\u00a0&#8211; dichiara il professor\u00a0<strong>Vincenzo Gerbi<\/strong>\u00a0dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Torino, responsabile scientifico del progetto Barbera d\u2019Asti 2.0 &#8211;<em>\u00a0con questa nuova ricerca finanziata dalla Regione Piemonte si vogliono raggiungere nuovi obbiettivi concreti ed acquisire conoscenze scientifiche utili per tutto il comparto produttivo della Barbera d\u2019Asti. Il lavoro ha due pilastri fondamentali, con il primo, operando su una campionatura di oltre cento vini commerciali, si vuole determinare come le diverse caratteristiche chimico- fisiche del vino, quali i caratteri cromatici e la composizione polifenolica, influenzino la qualit\u00e0 organolettica del vino. Con la seconda attivit\u00e0<\/em>\u00a0&#8211; prosegue &#8211; \u00a0<em>si vogliono studiare le relazioni tra le caratteristiche delle uve alla raccolta, provenienti da zone diverse, ed i caratteri dei relativi vini prodotti. A tal fine, si sono analizzate in modo approfondito uve provenienti da areali di produzione diversi della Barbera d\u2019Asti, sottoponendole poi ad una vinificazione controllata presso la nostra cantina sperimentale (Centro Bonafous). Valutando i caratteri dei vini sperimentali e le caratteristiche dei vini in commercio, sar\u00e0 possibile modellizzare le relazioni uve-vino e proporre ai produttori un modello predittivo che, in base alle caratteristiche delle uve, possa decidere il target commerciale a cui destinare il futuro vino\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>\u00ab<em>L\u2019impegno anche economico della Regione Piemonte nella ricerca sulla Barbera d\u2019Asti Docg<\/em>\u00a0&#8211; afferma l\u2019assessore all\u2019Agricoltura della Regione Piemonte,\u00a0<strong>Giorgio Ferrero<\/strong>\u00a0&#8211;\u00a0<em>\u00e8 un altro segno concreto della volont\u00e0 di valorizzare al massimo questo vitigno, che tante soddisfazioni sta portando anche ai produttori. E\u2019 una ricerca impegnativa per l\u2019ampiezza dell\u2019area interessata, 167 comuni dell\u2019Alessandrino e dell\u2019Astigiano, e per la necessaria accuratezza con cui deve essere condotta. Del resto anche la Barbera, come ogni grande vino, ha la sua carta di vocazionalit\u00e0. Le nostre colline hanno caratteristiche diverse e insieme uniche, sulla base della composizione dei terreni e delle condizioni climatiche e ambientali. Lo stesso vale per gli uomini e le donne che coltivano la Barbera, con le loro storie, tradizioni e vocazioni individuali. Sono convinto che caratterizzare tutto questo aiuter\u00e0 a sviluppare le azioni pi\u00f9 adatte per presentare nel modo migliore le grandi qualit\u00e0 della Barbera, che tanto ha ancora da offrire sui mercati internazionali\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>Se sono rose (chi ricorda che tanti anni fa fu inventato un logo, la &#8220;rosa della Barbera&#8221; che individuava tutte le tipologie della &#8220;Rossa&#8221;?) fioriranno. Intanto si \u00e8 seminato bene. Qui sotto la video intervista a Filippo Mobrici e per i pi\u00f9 curiosi anche i primi rilievi della ricerca fatta dall&#8217;Universit\u00e0 e dai tecnici. Buona visione.<\/p>\n<p><strong>fi.la.<\/strong><\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/JhaXaj8BvD4\" height=\"315\" width=\"560\" allowfullscreen=\"\" frameborder=\"0\"><\/iframe><\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-30504 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/forum-la-barbera-dasti-studia-i-suoi-areali-la-rossa-avra-i-suoi-cru-mobrici-consorzio-ricerca-scientifica-utile-per-prendere-consapevolezza-e-pensare-alle-menzioni-geografiche\/20180720_151324\/'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/20180720_151324-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.saporidelpiemonte.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/20180720_151324-150x150.jpg 150w, 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