Barbera d’Asti verso il 2017: un blog gestito da esperti Usa e Russi, promozione e ricerca sul vigneto. Mobrici (Consorzio): «È il rinascimento della “rossa”». Progetti anche per Ruchè, Nizza, Grignolino e autoctoni

inserito il 22 dicembre 2016

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Evocati anche Donald Trump e Vladimir Putin nella conferenza stampa di fine anno che il Consorzio della Barbera e dei vini del Monferrato ha organizzato nella nuova sede al Castello di Costigliole d’Asti. L’occasione per pensare al successore di Obama e allo “zar” russo è stato l’annuncio del nuovo corso che avrà il blog mynameisbarbera.com, la finestra web che il Consorzio ha aperto un paio d’anni fa per gli appasionati della Barbera sparsi in tutto il mondo. Continueranno a esserci testi evocativi del territorio d’elezione della “rossa” ma realizzati in collaborazione con due blogger stranieri, uno americano, Joe Roberts, e uno russo, Anton Moiseenko. «La Barbera è il vino della Pace» ha detto con una battuta il presidente del Consorzio, Filippo Mobrici, ponendo poi l’accento sulla vocazione internazionale di un vino «Che sta vivendo un vero e proprio rinascimento».

E allora vediamola questa rinascita dela Barbera d’Asti e dei suoi “fratelli” monferrini (Ruché, Grignolino, Nizza e via discorrendo).
Davanti ai giornalisti Mobrici, assistito dal vice Stefano Chiarlo e dall’ex presidente Lorenzo Giordano, ha tracciato il quadro di un’annata super.

«È stato un anno tanto impegnativo quanto ricco di soddisfazioni – ha affermato Mobrici -. Siamo riusciti nell’intento di riaffermare la centralità del Consorzio nella vita della filiera. Per fare questo, oltre che trasferirsi nel cuore dell’area di produzione, abbiamo sfruttato le opportunità che la normativa ci assegna. Una Denominazione che vuole crescere non può infatti prescindere da un Consorzio forte, capace di dare risposte alle crescenti necessità delle aziende».
La tutela e la promozione– ha aggiunto il presidente consortile -, supportate dai finanziamenti esistenti, sono lo strumento per incrementare la qualità assoluta e percepita della Barbera d’Asti, a loro volta precondizioni per una sua maggiore remunerazione, a partire da chi la coltiva. Per questo non possiamo che accogliere con entusiasmo il raggiungimento di quota 1 euro nella vendita delle uve destinate a Barbera d’Asti, chiarendo fin da adesso che è solo il primo passo verso una crescita che vogliamo più decisa».

Un nodo, quello del reddito agricolo, croce e delizia del mondo della Barbera (e non solo) con le uve che quest’anno stanno spuntando prezzi attorno alla media di un euro al chilogrammo. Ci sono poi segnali importanti che il Consorzio ha rilevato: il sostanziale blocco di abbandono dei vigneti, che invece ora sono diventati appetibili anche da investitori di altre zone vitivinicole, come l’Albese, e  il ricambio generazionale con i giovani che prendono le redini del comparto, esempi perfetti il Nizza e il Ruché, «Ma anche il Grignolino che gode di un rinnovato interesse commerciale. La riapertura a breve della Bottega del Grignolino è un segno e annuncio che anche il Consorzio, sulla spinta di questo, riprenderà in mano la denominazione» ha detto Mobrici.

Per quanto riguarda la promozione Chiarlo ha ricordato gli eventi, le manifestazioni, i progetti realizzati da un Consorzio che oggi è una delle realtà più dinamiche nel panorama eno-istituzionale piemontese. Per il 2017 molta carne al fuoco oltre al blog russo-americano, educational in Nord Europa, iniziative in Italia, partecipazioni a fiere (Vinitaly su tutti). «Si parlerà di Barbera, ma anche delle altre denominazioni che il Consorzio ha in capo» ha detto Chiarlo. Musica per le orecchie di quelli del Nizza o del Ruché che rappresentano due tra le più apprezzate tipologie monferrine.

Sul fronte della ricerca scientifica è toccato a Lorenzo Giordano segnalare alcune iniziative consortili: la lotta alla flavescenza dorata e l’individuazione di lieviti autoctoni «in grado di dare alla Barbera d’Asti caratteristiche sempre più aderenti al territorio».

Non sono mancate le sorprese sul fronte degli imbottigliamenti, la Barbera d’Asti segna una leggera flessione: «Ma è dato fisiologico e mancano ancora i numeri di fine anno che saranno sicuramente in crescita» hanno spiegato i vertici del Consorzio.

Infine il saluto del presidente Mobrici: «Voglio congedarmi da questo anno – ha detto -, ringraziando a nome di ciascun produttore di ognuna delle Denominazioni da noi tutelate tutti coloro che hanno contribuito a rendere il 2016 un anno ricco di soddisfazioni».

Filippo Larganà (filippo.largana@libero.it)

Qui di seguito la nota stampa del Consorzio:

PROMOZIONE

Deciso l’intervento in campo promozionale, con il Consorzio impegnato a sviluppare un ampio piano di comunicazione rivolto ai mercati su cui la Denominazione interviene. Il primo passo è stato quello di identificare la Barbera d’Asti come il vino pop per eccellenza, identificando così il suo passato, l’estrazione ed il legame con le sue colline, il suo presente, la piacevolezza e la facilità di beva, il suo futuro, fatto di incontri con nuovi mercati e cucine.

Partendo da qui si sono dettagliate le iniziative, che partendo dall’astigiano hanno interessato le principali piazze nazionali, rivolgendosi in ultima istanza ai mercati esteri. I principali eventi di cui possiamo rendere conto sono i seguenti:

-          Vinitaly: La partecipazione, organizzata attorno ad un’enoteca in cui erano presenti oltre cinquanta etichette di Barbera d’Asti, ha visto il suo momento clou nell’evento Barbera70, dove alcuni tra i principali opinionisti nazionali hanno festeggiato i 70 anni del Consorzio, in una degustazione comparata tra Barbere provenienti da varie parti del mondo.

-          Collisioni: Un incontro con Ian d’Agata e numerosi addetti al settore che caratterizzano il Progetto Vino, al cui interno si è tenuta una degustazione organizzata nelle sale di Palazzo Mazzetti ad Asti, al termine di una giornata in cui gli ospiti hanno potuto visitare il nostro territorio.

-          Golosaria: Importante partnership con il duo Massobrio&Gatti, che partendo dal matrimonio tra Barbera d’Asti e Champagne si è conclusa a Milano, dove sono stati premiati i Patriarchi della Barbera, per il loro impegno nella promozione e diffusione della nostra DOCG.

-          Press Tour: Una visita del territorio compiuta da dieci giornalisti internazionali, finalizzata a fargli conoscere in modo approfondito il territorio e culminata con una degustazione di 30 etichette di Barbera d’Asti.

-          Blog mynameisbarbera.com: uno spazio in cui la Barbera d’Asti parla di sé stessa e del suo territorio, redatto con la collaborazione di due importanti wine blogger internazionali; Joe Roberts e Anton Moiseenko. Un blog in cui troveranno spazio racconti di vita, interpretati secondo le più attuali regole dello storytelling. Il tutto supportato da un’intensa attività social, per rivelare al mondo l’universo Barbera d’Asti.

-          Wine Spectator: è proseguita la campagna pubblicitaria su Wine Spectator, rivista di settore leader mondiale, articolatasi oltre che sull’edizione cartacea anche sul sito internet, per il tramite di un banner nella home page.

-          Barbera70: il ritorno della Barbera d’Asti a Torino, nelle sale del prestigioso Palazzo Barolo. Una serata iniziata con la degustazione di nove barbere provenienti da diverse zone di produzione mondiali affidata a Joe Roberts. A seguire un brindisi con un selezionato pubblico di wine lover cittadini, che hanno potuto ascoltare il racconto che Adua Villa ha fatto del nostro vino.

-          Seminario Ian d’Agata: in occasione della douja d’or si è tenuto un seminario rivolto ai vitigni autoctoni del Monferrato, dove Ian d’Agata ha discusso, assieme ai produttori e ad alcuni esperti internazionali, delle potenzialità delle Denominazioni monferrine.

-          Festival Spoleto: iniziativa realizzata nel piccolo ma suggestivo borgo umbro, dove Luca Gardini ha condotto una degustazione di quella che nell’occasione è stata insignita del “Vino nel mondo Awards”, assieme a nomi quali Franco Ziliani, inventore del Franciacorta, Daniele Cernilli, autorevole firma giornalistica di settore, Gianmarco Tognazzi, attore e produttore di vini.

Accanto a questi eventi si è sviluppata una fitta rete di iniziative locali, che  hanno inteso sostenere lo sforzo condotto dal territorio, a dimostrazione dell’importanza che il Consorzio gli attribuisce. Nizza Mon.to, Canelli, San Damiano d’Asti, Castagnole Mon.to, Agliano Terme, Mombercelli, Costigliole d’Asti, Celle Enomondo, sono solo alcune delle località su cui il Consorzio è intervenuto a vario titolo. A quanto descritto si è poi associata una campagna pubblicitario che ha coinvolto tanto la stampa locale quanto quella nazionale, e finalizzata alla promozione di singoli eventi.

Per il 2017 lo scopo è quello di continuare nella promozione delle nove Denominazioni tutelate e di tutto il Monferrato, sempre più centrale nella comunicazione che il Consorzio fa di sé.

Dopo un’analisi dei risultati raggiunti dalle iniziative trascorse sarà stilato un nuovo piano di comunicazione, sostenuto dai finanziamenti PSR e OCM e capace di intervenire sui mercati. Oltre che le suddette valutazioni, esso dovrà essere in grado di recepire i desiderata delle aziende, con cui si ricercherà un crescente dialogo.

Il tutto finalizzato a sostenere la diffusione del marchio Barbera d’Asti coerentemente con suoi i valori intrinseci, che come detto si rifanno ai concetti di tradizione e di qualità, che da oggettiva deve divenire anche percepita.

FINANZIAMENTI

PSR 2016/2017

Il progetto sulla misura 3.2.1 “Valorizzazione del sistema agroalimentare e tutela della qualità” è stato presentato lo scorso mese di aprile assieme al Consorzio della Robiola di Roccaverano DOP, ed è finalizzato alla valorizzazione del marchio Barbera d’Asti, con conseguenti ricadute anche sul Monferrato. Esso si articola in 14 azioni da sviluppare tanto sul territorio quanto al di fuori di esso, per un ammontare complessivo di 295.000 € e un finanziamento ammesso di oltre 200.000 €.

Il progetto sulla misura 16.1 “Costituzione dei Gruppi Operativi del PEI e concretizzazione dell’idea progettuale in proposta progettuale” ha ad oggetto la viticoltura di precisione e si pone l’obiettivo di monitorare i problemi fitosanitari dei vigneti, mediante l’uso di strumenti innovativi quali ad esempio i droni. A tal proposito è stato costituito un gruppo operativo tra il Consorzio, capofila dell’iniziativa, il DISAFA dell’Università di Torino e 5 aziende interessate al monitoraggio in vigneto.

OCM

Rivolti alla promozione sui mercati extraCe, i progetti OCM cumulano le attività del Consorzio con quelle delle aziende, all’interno di un quadro organico di sviluppo e promozione dei rispettivi marchi. Attualmente sono due i progetti regionali in essere: nel primo, avviatosi nell’ottobre 2015 e in conclusione con il mese di dicembre, è stato richiesto un finanziamento di oltre 1,8 milioni di euro, di cui 200.000 in azioni consortili. Hanno partecipato 41 aziende, che assieme al Consorzio hanno sviluppato le proprie attività verso 5 paesi target: Usa, Canada, Svizzera, Norvegia e Giappone.

Il progetto 2016/2017, ancora non approvato in conseguenza di alcuni ricorsi a livello nazionale, contiene investimenti per circa 2,7 milioni di euro, di cui 200.000 di azioni consortili. Coinvolge 46 aziende e si rivolge a 7 paesi target: USA, Canada, Svizzera, Norvegia, Giappone, Russia, Cina.

RICERCA

Progetto INTERFLAVI – “Approccio integrato alla lotta contro la flavescenza dorata della vite”

Visto l’impatto della Flavescenza Dorata sul vitigno Barbera, il Consorzio sostiene dal 2014 questo studio, organizzato in collaborazione con il DISAFA dell’Università di Torino e le Fondazioni delle Casse di Risparmio di Cuneo, di Torino e di Asti.  Lo scopo del progetto è trovare forme di convivenza del vigneto con il fitoplasma della Flavescenza.

I risultati fin qui raccolti evidenziano che la velocità con cui le piante vanno in recovery, ovvero sono in grado, allorché malate, di recuperare una situazione di apparente normalità, è influenzata da alcuni dei trattamenti di stress indotti, come ad esempio lo stress idrico. Riguardo il controllo, la diffusione e l’infettività del vettore è confermato il ruolo delle fasce boscate come serbatoio dell’infezione, mentre l’epidemiologia suggerisce che la vite è meno suscettibile ad alcuni ceppi di fitoplasma. I risultati saranno presentati in un evento divulgativo nell’aprile 2017 ed in un evento scientifico a settembre 2017.

Monitoraggio di Drosophila Suzuki

Nel 2016 il Consorzio ha sostenuto il lavoro di due distinti gruppi, il DISAFA – Entomologia dell’Università di Torino e lo Studio Pegaso Servizi Agroambientali di Torino, che hanno monitorato la presenza del dittero Drosophila Suzukii, in considerazione del suo possibile coinvolgimento nell’incremento dei casi di marciume acido sulle uve, che ha generato allerta nella filiera vitivinicola.

Questa attività, sviluppatasi nel biennio 2015-16, si è concretizzata cofinanziando il monitoraggio di 26 vigneti negli areali viticoli del sud Piemonte ed ha riguardato i principali vitigni locali. Da tale attività è emerso come, seppur presente, l’insetto preferisca nutrirsi su piccoli frutti spontanei, e sull’uva si insidi a seguito di lacerazioni della buccia o marcescenze già esistenti, con conseguente assenza di un rapporto causale tra lo stesso e il marciume verificatosi.

Curve di maturazione

Giunta nel 2016 al terzo anno, l’attività di campionamento ha coinvolto 31 unità vitate, di cui 23 coltivate a Barbera d’Asti Docg e le restanti a Nizza Docg, Ruchè di Castagnole M.to Docg e Piemonte Doc Cortese. Di queste unità vitate, selezionate tra vigneti di medie caratteristiche vegeto-produttive e dislocate nell’intera zona di produzione, si è monitorato il livello di sanità delle uve e il decorso della maturazione. I risultati dei campionamenti sono stati messi a disposizione delle aziende, per fornirgli informazioni utili alla pianificazione della raccolta. L’obiettivo futuro è di ampliare il numero di vigneti campione, introdurre altre varietà autoctone e approfondire la caratterizzazione della maturazione attraverso l’analisi del quadro polifenolico.

WILDWINE

WildWine è un progetto condotto in collaborazione con il DISAFA dell’Università di Torino, con l’obiettivo specifico di isolare, caratterizzare ed infine sviluppare starter dei lieviti Saccharomyces cerevisiae ed Oenococcus oeni per la valorizzazione delle produzioni locali.

Partite nel 2012, le attività di ricerca hanno mirato a isolare nelle uve Barbera delle popolazioni di lieviti indigeni con cui condurre fermentazioni, su scala pilota ed industriale. Esperita questa attività il Consorzio, durante la vendemmia 2015, ha testato, nella normale pratica di cantina, due ceppi di S. cerevisiae risultati di particolare interesse, per commercializzare il primo lievito autoctono individuato su uve Barbera coltivate nell’astigiano e alessandrino. Nel corso del 2016 sono state infine presentate quattro vinificazioni di Barbera d’Asti ottenuti con i lieviti in questione; l’incontro ha permesso di testare i vini mediante un’analisi sensoriale di confronto: il lievito codificato come BBR 38 è stato il prescelto e quindi destinato alla futura commercializzazione.

TESOQUAL – “Sviluppo di Tecniche Sensoriali ed Olfattometriche per il miglioramento Qualitativo del comparto food and wine

Interessato a informazioni relative alle caratteristiche sensoriali dei vini tutelati originati da vitigni autoctoni del Monferrato, il Consorzio sosterrà a partire dal 2017 un progetto del CRA-ENO – Centro di Ricerca per l’enologia di Asti, incentrato sullo studio dei composti volatili del vino. L’obiettivo del progetto è disporre delle tecniche olfattometriche necessarie a descrivere in modo compiuto l’aspetto sensoriale dei vini citati, individuando i composti d’aroma “chiave” di ciascuna tipologia e la loro relazione col bouquet complessivo del vino.

Zonazione

È previsto per il 2017 un progetto di zonazione enologica dell’intera Denominazione Barbera d’Asti. Realizzato in collaborazione con il DISAFA dell’Università di Torino guidato dal Prof. Vincenzo Gerbi, il progetto si basa sull’identificazione di aree uniformi, su cui compiere analisi pedoclimatiche nonché relative all’andamento stagionale e alla maturazione delle uve. A completamento sono previste anche micro vinificazioni selettive in azienda.

VIGILANZA

Verifica prodotto commercializzato

Nel 2016 è proseguita l’attività di vigilanza sulle Denominazioni verso le quali il Consorzio esercita le proprie funzioni erga omnes: Barbera d’Asti, Cortese dell’Alto Monferrato, Dolcetto d’Asti, Freisa d’Asti, alle quali si è aggiunto il Ruchè di Castagnole Monferrato. Svolta presso i punti vendita per il tramite di agenti vigilatori, tale attività ha riguardato in particolare le aree del centro e nord Italia, le città di Roma, Ancona Bologna, Trento, Verona, Milano, Torino, Asti, Alessandria, Cuneo. Le verifiche hanno interessato 50 campioni di Barbera d’Asti, e fino a 6 per le altre Denominazioni. Nessuna irregolarità è stata fin qui rilevata.

 

Rilascio autorizzazioni uso nome Denominazioni

Anche nel 2016 il Consorzio ha rilasciato le autorizzazioni per l’utilizzo del nome delle Denominazioni tutelate nell’etichettatura, presentazione e pubblicità di prodotti alimentari. Le autorizzazioni sono state richieste da 10 aziende per un totale di 28 prodotti, quali elaborati in vasetti, aceti, formaggi, panettoni e creme di zabaione. Tra i nomi delle DO più gettonate il Piemonte Moscato e Moscato passito.

VENDEMMIA 2016

Andamento climatico e quantitativi

Il 2016 ha presentato un inverno asciutto, privo di nevicate di rilievo e sostanzialmente mite, con temperature raramente scese sotto lo zero termico. Questo ha favorito un inizio di vegetazione precoce, che è stato in seguito arrestato da un ritorno a maggio di un clima più freddo. L’instabilità meteorologica dei mesi successivi, protrattasi per tutto il mese di luglio ha di fatto rallentato la maturazione. A partire dal mese di agosto, e lungo tutto settembre, in coincidenza con la fase conclusiva della maturazione, il clima si è stabilizzato, mostrandosi caldo e siccitoso, con temperature superiori ai 30°C.

Ciò ha favorito un eccezionale accumulo zuccherino senza inficiare la dotazione acida del grappolo. Tali condizioni climatiche hanno inoltre favorito un ottimo stato fitosanitario delle uve, nonché un notevole accumulo di sostanze polifenoliche. Un breve periodo di piovosità, nella prima decade di settembre, ha idratato il grappolo contribuendo all’equilibrio compositivo della bacca, favorito inoltre da un’apprezzabile escursione termica settembrina tra giorno e notte.

Le attuali stime sembrano confermare le impressioni post vendemmia, con una crescita compresa tra il 5 ed il 10%, eccezione fatta per il vitigno cortese, che ha manifestato un incremento maggiore.

Focus Barbera

La vendemmia appena conclusa è senza dubbio una delle migliori mai avutesi, tanto per il livello qualitativo assoluto quanto per quello medio, che ha contraddistinto l’intero territorio. L’uva ha fatto segnare un titolo alcolometrico minimo naturale pari a 13,5-14 % vol., un acidità totale mediamente compresa tra gli 8,0 e i 9,0 g/l, e un pH medio prossimo ai 3,20.

La Barbera raccolta quest’anno, oltre che assolutamente sana si presenta con una buccia consistente e spessa, matura. I vini, terminata la prima fermentazione, si sono mostrati ricchi di colore e brillanti, grazie alla quantità e alla qualità dei polifenoli di cui sono dotati. L’impatto olfattivo è importante, con profumi ricchi e intensi, ovviamente ancora in evoluzione.

Nel complesso sembrano confermate le previsioni che vogliono questa come un’annata dalle incredibili potenzialità per la Barbera d’Asti: vini ‘gustosi’, corposi ed equilibrati che saranno già pronti in primavera ma anche splendide basi da destinare all’affinamento.

IMBOTTIGLIATO

 

Denominazione Tipologia HL

(dati al 15-12-2016)

Bottiglie 0,75 lt

(dati al 15-12-2016)

Var. %
2015 2016 2015 2016
Barbera d’Asti DOCG 120.055,05 115.235,80 16.007.340 15.364.773 -4,01%
Barbera d’Asti DOCG Superiore 29.947,63 29.799,98 3.993.017 3.973.331 -0,49%
Ruchè di Castagnole M.to DOCG 4.929,34 5.606,40 657.245 747.520 13,74%
Albugnano DOC 363,31 340,46 48.441 45.395 -6,29%
Cortese dell’Alto Monferrato DOC 6.809,93 7.642,74 907.991 1.016.032 11,90%
Dolcetto d’Asti DOC 3.317,05 3.110,26 442.273 414.701 -6,23%
Freisa d’Asti DOC 3.520,00 3.983,95 469.333 531.193 13,18%
Malvasia di C.vo Don Bosco DOC 3.339,87 2.901,25 445.316 386.833 -13,13%
Monferrato DOC 37.375,63 35.482,96 4.983.417 4.731.061 -5,06%
Monferrato DOC Rosso 11.341,96 10.218,92 1.512.261 1.362.523 -9,90%
Monferrato DOC Bianco 3.499,49 3.739,34 466.599 498.579 6,85%
Monferrato DOC Dolcetto 17.158,27 16.228,79 2.287.769 2.163.839 -5,42%
Piemonte DOC 260.687,91 256.290,90 34.458.388 34.172.120 -0,83%
Piemonte DOC Barbera 138.876,08 140.583,67 18.516.811 18.744.489 1,23%
Piemonte DOC Albarossa 1.007,55 1.277,22 134.340 170.296 26,76%
Piemonte DOC Rosso 11.149,90 10.064,82 1.486.653 1.341.976 -9,73%
Piemonte DOC Bianco 7.704,61 7.424,28 1.027.281 989.904 -3,64%
Piemonte DOC Dolcetto 11.849,71 15.339,29 1.579.961 2.045.239 29,45%
Piemonte DOC Grignolino 7.497,71 6.519,15 999.695 869.220 -13,05%
Piemonte DOC Chardonnay 15.418,59 16.161,03 2.055.812 2.154.804 4,82%
Piemonte DOC Bonarda 7.183,91 7.531,00 957.855 1.004.133 4,83%
TOTALI 470.345,72 460.394,70 62.412.761 61.382.959 -1,65%

 

 

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