Vinitaly 2017. Vino e leggi. Fiorio (Comagri): «Al 30 giugno il termine per registri telematici». E sui Consorzi dice: «Pari dignità di voto tra le parti»

inserito il 11 aprile 2017

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Massimo Fiorio è vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera, è del Pd, «Mozione Orlando» dichiara dice con un’aria di fatalità, ma al Vinitaly 2017, lui, che è stato sindaco di Calamandrana, piccolo centro rurale astigiano tra Canelli e Nizza Monferrato e proviene da una famiglia che col vino ci ha sempre fatto i conti, come sempre, parla, appunto, di vino.
La buona notizia, data al Vinitaly dal ministro Maurizio Martina, è quella della proroga del termine ultimo per predisporre i registri telematici nella aziende vitivinicole. Un po’ di respiro per un procedimento doveroso, ma che sta, per stessa ammissione di Fiorio, causando qualche problema.
Poi ci sono i decreti sul testo unico della legge sul vino e, mai abbastanza sottolineata, la conseguente parità di voto tra viticoltori, imbottigliatori e parte industriale nei consorzi di tutela dei vini. Per quanto riguarda il Piemonte potrebbe essere una cera rivoluzione “copernicana”. Impossibile non andare con il pensiero alle liti, spesso anche aspre, tra parte agricola e parte industriale per il controllo del Consorzio dell’Asti e del Moscato d’Asti docg i cui vertici dovrebbero essere rinnovati proprio in queste settimane. Da una parte gli agricoltori, per una volta compatti, a chiedere la presidenza secondo una noerma non scritta di alternanza con la parte industriale che è al timone dell’ente da 5 anni. Dall’altro lato colossi industriali come Martini & Rossi e Campari che vorrebbero continuare a dettare la linea.
Un mese fa gli agricoltori hanno fatto la voce grossa, ci sono trattative in corso, in discussione diverse ipotesi. Il testo unico dovrebbe, potrebbe chiarire, aiutare. Ma sembra ancora tutto così lontano.
Si vedrà.
Intanto qui la nostra intervista a Massimo Fiorio. Le immagini sono di Vittorio Ubertone.

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