Vinitaly 2024 (fine). Perché andare a Verona è sempre un’occasione in più, per il vino e per l’Italia

inserito il 18 Aprile 2024

Cos’è che spinge le aziende a partecipare al Vinitaly di Verona? Cos’è che spinge gli operatori ad andare al Vinitaly di Verona? Intanto si sa perché i politici, di ogni colore e e appartenenza, vanno al Vinitaly di Verona. Gli conviene. E forse è lo stesso sia per le aziende sia per gli operatori. E perché conviene? Perché esserci è sempre una possibilità in più. Per fare cosa? Per incontrarsi. E parlarsi. Non è poco in questo periodo storico di divisioni, crisi, contrasti, barricate, strazi e stragi. Del resto ci si conceda una banalità: fare il vino è sempre immensamente meglio che fare la guerra.

Dunque, terminato questo pippone iniziale, veniamo al Vinitaly 2024 finito da più o meno 48 ore.


Ritirata ok

La fiera di Verona è ormai adulta. La pandemia l’ha fatta crescere, insieme alla concorrenza di altri saloni del vino europei. Un segnale? I cessi. Sempre super puliti e accessibili. Ricordiamo edizioni dove non era proprio così. Ora c’è un’attenzione non da poco se si considerano le decine di migliaia di persone che, in quattro giorni, affollano spazi tutto sommato contenuti.

Strade in tilt

La viabilità ora funziona, ma resta sottodimensionata rispetto ai flussi, soprattutto dei primi due giorni di fiera, di solito domenica e lunedì. Le code restano l’incognita maggiore. Chi cerca di lasciare la Fiera e Verona nel tardo pomeriggio dei giorni di maggiore afflusso metta in conto un’ora, un’ora e mezza per uscire dal parcheggio e immettersi in un’autostrada intensamente trafficata.

No Internet no party

Internet al Vinitaly è sempre un po’ così così. Nell’era di Starlink di mister Musk che ha portato la rete in tutti gli angoli più remoti del pianeta, la connessione web al Vinitaly è sempre un po’ ballerina e lenta. Però se ne risente molto meno di un tempo perché tutti o quasi hanno cellulari super connessi che permettono la funzione hotspot e di fatto funzionano da router Internet. Però magari una rete Starlink potrebbe ovviare e lasciare gli smartphone ad altri usi.

Hotel, chi cerca (per tempo) trova

Questione alberghi. Quest’anno qualcuno si è lamentato dei prezzi considerati alti degli alberghi. Vero, alcune strutture, dopo il periodo pandemico del 2020 e 2021, hanno ritoccato all’insù anche di 20 o 30 euro a notte con costi tra i 120 e 150 euro per un hotel 3 Stelle. C’è da dire che altre strutture, dello stesso livello, hanno mantenuto i costi sotto controllo attorno ai 100 euro. Morale: per evitare salassi non voluti basta partire per tempo, 30 giorni bastano.

Fiera vincente

Vinitaly 2024 ha confermato una verità certa: la fiera di Verona è sempre vincente per vari e diversi motivi. Intanto si fa in Italia e questa, ovvietà a parte, è cosa talmente vera e devastante (per gli altri Paesi) che vince su tutto. Ma volete mettere l’Italia dell’Arena di Verona che somiglia dannatamente al Colosseo; del Balcone di Giulietta (vero o presunto) ispirato all’opera di Shakespeare; dei ristoranti che ti mettono sul tavolo ogni bendidio; del Lago di Garda; della campagna veneta. Qui perfino la distesa, che a tratti appare distopica, delle vigne di Glera da Prosecco, sembra un giardino da ammirare. È il soft power italiano fatto di bellezza, di cultura del bello e del buono che è unica e non clonabile.

Dunque perché andare al Vinitaly?

Per scelta, per convenienza, perché non si è deciso di restare a casa. Perché a Verona si coltivano contatti che, forse, porteranno affari e contratti, ma sicuramente favoriscono nuove conoscenze e ne consolidano di vecchie. Perché, per chi può permetterselo, in fondo è meglio vedersi di persona, in Italia, che attraverso una connessione web. Qui l’aria è diversa, migliore, il gusto pure e poi si può brindare con un calice di vino buono, italiano. 

Filippo Larganà
(filippo.largana@libero.it)

 

    

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