
Si è chiusa domenica scorsa, 20 settembre, ad Asti la Douja d’Or, il salone nazionale dei vini ospitato per dieci giorni nel centro storico della città. L’evento – promosso da Camera di Commercio di Alessandria-Asti e Fondazione Cassa di risparmio di Asti, in collaborazione con il Consorzio Piemonte Land of Wine, Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, il Consorzio Asti Docg e Moscato d’Asti Docg, il Consorzio Tutela Vini d’Acqui, l’Unione Industriale della provincia di Asti in collaborazione con il Vermouth di Torino e l’Associazione Produttori di Vino Biologico, con il sostegno della Regione Piemonte e del Comune di Asti e con la regia dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero – si è confermato un appuntamento di grande interesse per il pubblico di winelovers e turisti, nazionale e internazionale.
Tra i numeri più significativi, circa 140 mila presenze nei due fine settimanatra le sedi dell’evento – piazza San Secondo, Palazzo Ottolenghi e Palazzo Alfieri –, degustazioni sold-out e oltre 700 partecipanti alle 30 esperienze di masterclass proposte. Al completo anche le masterclass organizzate in collaborazione con l’Associazione Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, che quest’anno ha ospitato i paesaggi vitivinicoli UNESCO di Tokaj, Fertő/Neusiedlersee e Paesaggio della cultura vitivinicola dell’Isola di Pico e il territorio amico della Rotaliana Königsberg.
Tra le provenienze registrate in Douja, turisti da Italia, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Stati Uniti, Brasile, Messico e India.
Partecipati anche gli appuntamenti culinari della Scuola Alberghiera di Agliano Terme e Asti, le degustazioni guidate dal Consorzio Tutela Grappa del Piemonte e Grappa di Barolo e gli eventi e le collaborazioni con Coldiretti, CIA, Confagricoltura Asti, Confcommercio Asti ed Enoteche regionali del territorio del Monferrato e dell’Asti.
Durante tutto il periodo della Douja d’Or, la comunicazione stampa e digitale ha garantito una presenza costante e un’ampia copertura mediatica. Sui canali social dell’evento, le singole campagne hanno registrato fino a oltre 200 mila visualizzazioni, raggiungendo in alcuni casi più di 160 mila persone e generando migliaia di accessi ai contenuti e al sito. Un totale di 14 campagne sui canali Instagram, Facebook e X che hanno generato complessivamente oltre 1,58 milioni di visualizzazioni, più di 51 mila interazioni e circa 32.200 clic sui link in dieci giorni. Un risultato che conferma la capacità della manifestazione di coinvolgere il pubblico anche online, trasformando la comunicazione digitale in uno strumento concreto per ampliare la visibilità dell’evento e avvicinare nuove persone al patrimonio enologico piemontese.
«La Douja d’Or si chiude con numeri e riscontri ampiamente positivi. È il successo di un sistema territoriale vivo: Consorzi, Associazioni e imprese hanno fatto squadra, proponendo un calendario di altissimo profilo che celebra la storia del nostro vino, la stessa che ci ha resi Patrimonio dell’UNESCO» ha detto Gian Paolo Coscia, presidente della Camera di Commercio di Alessandria-Asti.
«Questa edizione della Douja d’Or si è chiusa con un bilancio estremamente positivo, confermandosi una vetrina d’eccezione per l’eccellenza del nostro patrimonio vitivinicolo» ha detto il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, Livio Negro.
«Siamo molto soddisfatti di questa edizione della Douja d’Or, tornata a vivere pienamente nel cuore di Asti» il commento del sindaco, Maurizio Rasero.
«I numeri e la partecipazione confermano il grande successo della Douja d’Or, che segue temporalmente un Palio sold out e un Festival delle Sagre da record» ha aggiunto Riccardo Origlia, assessore al Turismo, Cibo e Vino.
«Per il secondo anno l’ATL è stata chiamata alla cabina di regia della Douja d’Or per gestire diversi ambiti di operatività, dal coordinamento generale all’amministrazione, l’organizzazione e la logistica e, non da ultimo, la comunicazione web e social e ufficio stampa. Abbiamo affrontato la sfida con le professionalità dell’Ente Turismo che quotidianamente lavorano per la promozione della destinazione» ha spiegato il presidente dell’Ente Turismo, Mariano Rabino–.
«È stata una Douja d’Or sentita e partecipata, capace ancora una volta di mettere al centro il vino piemontese e il suo straordinario patrimonio di identità e competenze – ha detto il presidente del Consorzio Piemonte Land of Wine, Francesco Monchiero –. Lo stand di Piemonte Land ha saputo catturare l’attenzione e la curiosità del pubblico, offrendo una rappresentanza significativa di un comparto che esprime ben 60 denominazioni e che rappresenta una delle grandi eccellenze della nostra regione. Abbiamo particolarmente apprezzato anche la formula diffusa della manifestazione, che ha coinvolto piazze e cortili di Asti, creando un’occasione per vivere la città in modo diverso e per scoprire, accanto al vino, la ricchezza dei prodotti e delle espressioni enogastronomiche del Piemonte. Importante, infine, il dialogo con gli altri territori UNESCO d’Europa, un confronto e un gemellaggio che rafforzano la vocazione internazionale della manifestazione e ci ricordano quanto il patrimonio vitivinicolo e paesaggistico possa essere uno straordinario strumento di relazione, conoscenza e promozione dei territori».
«Si conclude un’edizione della Douja d’Or 2026 particolarmente significativa per il nostro Consorzio, che quest’anno celebra l’importante traguardo degli ottant’anni dalla sua fondazione – ha dichiara Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato –. In questi giorni abbiamo avuto l’opportunità di incontrare migliaia di visitatori, raccontare il valore delle nostre denominazioni e condividere la straordinaria ricchezza vitivinicola del Monferrato. La grande partecipazione alle degustazioni, agli incontri e alle iniziative ospitate a Palazzo Alfieri ha confermato quanto il vino sia un autentico ambasciatore del territorio. Desidero ringraziare i produttori, le istituzioni, i partner, gli organizzatori e tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione. Un ringraziamento speciale va alla Scuola alberghiera di Agliano Terme e Asti, con cui abbiamo instaurato una preziosa collaborazione nel corso dell’evento. Grazie ai dirigenti, agli insegnanti e soprattutto agli studenti che, con competenza, entusiasmo e professionalità, hanno contribuito in maniera determinante alla qualità dell’esperienza proposta. L’entusiasmo e l’interesse che abbiamo riscontrato in questa edizione rappresentano uno stimolo importante per continuare a valorizzare le nostre eccellenze e a promuovere il territorio, affinché il patrimonio vitivinicolo del Monferrato possa continuare a generare valore, cultura e opportunità per il futuro».
«La Douja d’Or si conferma una manifestazione capace di crescere, coinvolgere il pubblico e valorizzare il territorio grazie a un lavoro di squadra tra istituzioni, consorzi e imprese – afferma il presidente del Consorzio Asti Docg, Stefano Ricagno –. Per noi è stata una vetrina importante per raccontare la versatilità della denominazione, con Asti Spumante e Moscato d’Asti protagonisti tra gastronomia e mixology. Nel corso della manifestazione abbiamo inoltre presentato la nuova partnership con Reale Mutua Fenera Chieri ’76, che rafforza il legame dell’Asti Docg con il territorio e con il mondo dello sport».
«La Douja d’Or è un appuntamento che sentiamo profondamente nostro, perché ci permette di portare nel cuore di Asti il racconto di un territorio e delle sue denominazioni – dichiara Paolo Ricagno, presidente del Consorzio Tutela Vini d’Acqui –. Quest’anno abbiamo voluto farlo mettendoci in gioco, sperimentando linguaggi nuovi e creando occasioni di incontro capaci di parlare anche alle generazioni più giovani. La risposta del pubblico ci conferma che c’è curiosità e interesse, e che il Brachetto d’Acqui e l’Acqui Rosé possono trovare nuovi modi per essere conosciuti, narrati e vissuti. Per noi questa è la direzione da seguire: custodire l’identità della denominazione, ma avere il coraggio di rinnovarne il racconto, aprendolo a esperienze e pubblici sempre nuovi».
«La Douja d’Or 2026 si chiude con grande soddisfazione per il Consorzio del Vermouth di Torino» ha commentato il presidente del Consorzio del Vermouth, Bruno Malavasi.
«Siamo molto soddisfatti dell’esito della rassegna Vermouth e Vini Aromatizzati» ha detto il presidente dell’Unione Industriale della Provincia di Asti, Luigi Costa.
«La nuova veste della Douja d’Or, con protagoniste le denominazioni piemontesi, in futuro, potrebbe diventare l’occasione regionale per i vignaioli di confrontarsi con il pubblico degli amanti del vino e gli operatori di settore sensibili alla sostenibilità ambientale» ha concluso Enrico Rovero, presidente dell’Associazione produttori del vino biologico.