
Pubblichiamo in versione integrale un comunicato della Cantina di Nizza, l’enopolio che ha sede sullo stradone che da Nizza Monferrato porta ad Alessandria, e di cui è presidente Andrea Ghignone, sindaco di Moasca e che è stato per anni anche presidente della Cantina Sei Castelli di Agliano Terme e Castelnuovo Calcea. Nella nota stampa Ghignone dà i dati della vendemmia terminata, ponendo l’accento su una rinnovata fiducia nella Cantina da parte di vecchi e nuovi viticoltori conferenti. Parla di un futuro di sviluppo in sinergia con il territorio e anche di una new enty nel CDA, l’avvocato nicese Carlo Giuseppe Merlino. Qui di seguito il testo del comunicato
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La vendemmia 2026 consegna alla Cantina di Nizza un risultato che va oltre i numeri della raccolta: una vendemmia di ottima qualità, una crescita dei conferimenti rispetto allo scorso anno e, soprattutto, un segnale concreto di rinnovata fiducia nella Cantina, nel suo progetto e nella sua capacità di rappresentare il lavoro dei viticoltori del territorio.
«Possiamo dire con soddisfazione che quella appena conclusa è stata una vendemmia ottima, sia per la qualità delle uve sia per il significato che i numeri assumono per la nostra Cantina – dichiara il presidente dott. Andrea Ghignone (foto sotto) –. Dopo un 2025 caratterizzato da una contrazione dei conferimenti, il 2026 ci restituisce una crescita significativa e, soprattutto, una forte risposta proprio sulle produzioni che rappresentano il cuore della nostra identità».

I dati relativi ai conferimenti del triennio 2024-2026 evidenziano infatti una dinamica di particolare interesse. Nel 2024 la Cantina aveva registrato circa 40 mila quintali di uva conferita; nel 2025 il dato era sceso a 30 mila quintali, mentre nel 2026 si è risaliti a quasi 36 mila quintali, con un incremento del 20% rispetto all’anno precedente.
Il dato assume ancora maggiore rilevanza se si guarda alla composizione dei conferimenti. La Barbera, nel 2026, rappresenta oltre il 55% dell’uva complessivamente conferita, tornando sostanzialmente ai livelli del 2024.
Particolarmente significativo è il dato relativo alle uve destinate alla produzione del Nizza, che comprende Nizza, Nizza BIO e relativi superi. Nel 2026 i conferimenti raggiungono complessivamente oltre 2 mila quintali, più del doppio rispetto al 2025 e quasi il doppio rispetto al 2024.
«Questi numeri ci dicono che la fiducia sta tornando a crescere – prosegue Ghignone –. Non soltanto perché aumentano i conferimenti, ma perché nuovi produttori hanno scelto di entrare nella nostra cooperativa e alcuni soci che si erano allontanati hanno deciso di tornare. Per noi questo è forse il risultato più importante: significa che la Cantina viene nuovamente percepita come una realtà nella quale vale la pena investire il proprio lavoro, le proprie uve e il proprio futuro».

Nuove adesioni e interesse verso la Cantina
Un ulteriore segnale di fiducia è arrivato anche dalla vendemmia appena conclusa: diversi soggetti esterni alla compagine sociale hanno manifestato il proprio interesse a entrare nella Cantina in qualità di nuovi soci speciali, avviando un percorso di avvicinamento alla cooperativa.
«Si tratta di un segnale che accogliamo con grande soddisfazione – sottolinea il presidente Ghignone –. L’interesse manifestato da soggetti esterni, anche con esperienze, professionalità e competenze diverse, conferma l’attrattività del nostro progetto e la volontà di partecipare al futuro della Cantina. È un segnale importante perché dimostra che la nostra cooperativa può rappresentare oggi non solo un punto di riferimento per i produttori, ma anche un luogo nel quale mettere a disposizione idee, competenze e nuove energie.»
L’ingresso di nuove figure può infatti contribuire ad ampliare il patrimonio di competenze della cooperativa, favorendo nuove relazioni, nuove opportunità e una sempre maggiore capacità di guardare al mercato e al territorio con una prospettiva di sviluppo.
«Vogliamo che la Cantina sia una realtà aperta, capace di attrarre chi crede nel territorio, nel valore della cooperazione e nella possibilità di costruire insieme un progetto solido per il futuro – conclude Ghignone –. Ogni nuova adesione rappresenta per noi un’opportunità, ma anche una responsabilità nel continuare a costruire una cooperativa solida, aperta e capace di valorizzare il contributo di tutti».
Le richieste e le manifestazioni di interesse saranno naturalmente valutate secondo le procedure previste dallo statuto e dalla normativa della cooperativa.
«Il Nizza DOCG ci rende particolarmente orgogliosi – prosegue il presidente Ghignone – perché testimonia quanto il lavoro di valorizzazione del territorio e della nostra denominazione stia diventando sempre più centrale. La Cantina di Nizza ha costruito negli anni una propria identità fortemente legata alla Barbera e al territorio di Nizza Monferrato. La denominazione Nizza DOCG, riconosciuta come denominazione autonoma dal 2014, costituisce oggi uno dei punti di riferimento qualitativi del comprensorio».
Il quadro complessivo dei conferimenti evidenzia inoltre una struttura produttiva articolata: accanto alla Barbera rimangono importanti le produzioni di Cortese, Chardonnay, Moscato, Brachetto e delle altre varietà piemontesi.
«Non interpretiamo questi numeri soltanto come una crescita quantitativa – sottolinea Ghignone –. Il vero obiettivo è consolidare la Cantina, rafforzare il rapporto con i nostri soci e costruire un modello capace di coniugare quantità, sostenibilità economica e soprattutto qualità. La nostra dimensione cooperativa deve essere un valore: mettere insieme le competenze e il lavoro di tanti viticoltori significa avere la forza per affrontare un mercato sempre più competitivo senza perdere il legame con il territorio».
La Cantina di Nizza, nata nel 1955, riunisce una realtà cooperativa storicamente legata alle colline intorno a Nizza Monferrato. La struttura produttiva comprende diverse denominazioni e tipologie, con la Barbera quale elemento centrale della produzione.
Una squadra unita e coesa
Il presidente sottolinea inoltre come il percorso di consolidamento della Cantina non sia il risultato dell’azione di una singola persona, ma del lavoro condiviso degli organi amministrativi, della struttura e dei soci.
«La Cantina di Nizza è una squadra. Il valore del nostro Consiglio di amministrazione sta proprio nella capacità di mettere insieme esperienze, competenze e sensibilità differenti, lavorando con un obiettivo comune» – afferma Ghignone.
«Voglio quindi ringraziare tutti i consiglieri per il lavoro che stanno svolgendo e per la disponibilità dimostrata. In questa fase è fondamentale avere un Consiglio unito e coeso, capace di confrontarsi anche sulle questioni più complesse e di assumere insieme le decisioni necessarie per il futuro della cooperativa. La solidità di una Cantina passa anche dalla qualità del lavoro dei suoi organi amministrativi».
In questa prospettiva si inserisce anche l’ingresso nel Consiglio di amministrazione dell’avvocato Carlo Giuseppe Merlino, professionista nato a Nizza Monferrato e con una consolidata esperienza nel campo giuridico.
«L’ingresso dell’avvocato Merlino – spiega il presidente – nasce dalla volontà di ampliare ulteriormente le competenze a disposizione del Consiglio. La sua esperienza professionale, le sue competenze e la conoscenza del nostro territorio possono rappresentare un contributo importante. Ma, ancora una volta, voglio sottolineare che il suo ingresso va letto nell’ottica di una squadra: ogni consigliere porta la propria esperienza e contribuisce, insieme agli altri, alla crescita della Cantina».
Qualità e territorio al centro
La vendemmia 2026 conferma, dunque, una tendenza che la Cantina intende consolidare: maggiore attenzione alla qualità, valorizzazione delle produzioni identitarie e rafforzamento del rapporto con i soci.
«La qualità delle uve che abbiamo ricevuto quest’anno è stata ottima – conclude Ghignone – e questo ci permette di guardare con fiducia alla produzione che andremo a realizzare. Ma sappiamo che la qualità non è un punto di arrivo: è un impegno che dobbiamo rinnovare ogni anno, dalla vigna alla cantina».
«Il nostro obiettivo è consolidare la Cantina, rafforzare ulteriormente la fiducia dei soci e continuare ad attrarre nuovi produttori, creando le condizioni perché chi lavora queste colline possa riconoscersi nella nostra cooperativa. Il ritorno di alcuni soci e l’arrivo di nuovi conferitori rappresentano per noi un incoraggiamento, ma anche una responsabilità».
«La strada è quella di una Cantina unita, con un Consiglio coeso, soci sempre più coinvolti e una struttura capace di valorizzare il patrimonio vitivinicolo di Nizza Monferrato e del Monferrato. La vendemmia 2026 ci consegna una buona base da cui ripartire e lavorare ancora più intensamente».