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Dalle Cantine. All’Enoteca regionale del Moscato a Mango (Cuneo), Dogliotti 1870 ha presentato i suoi Alta Langa. Ma si è parlato anche di prezzi, mercati, comunicazione e futuro del vino

Presentare il nuovo Alta Langa Extra Brut Riserva di Dogliotti 1870, Cantina di Castagnole Lanze (Asti), ma prendere la palla al balzo anche per parlare di Moscato d’Asti, di mercati e di futuro.

L’evento di ieri, lunedì 28 settembre, all’Enoteca regionale del Moscato di Mango, nel Cuneese, è stata sì un’iniziativa prettamente aziendale, con venditori, importatori, clienti invitati nella bella sede dell’Enoteca regionale del Moscato nel Castello di Mango (Cuneo) ad assaggiare gli Alta Langa firmati Dogliotti 1870 (Classico, Rosé e Riserva), ma anche, forse anche per la presenza di giornalisti e operatori del settore, come il presidente regionale di AIS (sommelier), Mauro Carosso, è diventata occasione di confronto su diversi temi: dai prezzi dei vino nei ristoranti, ai mercati e alle risorse consortili che vanno spese bene.

Intanto, però, si sono degustati gli Alta Langa che i Dogliotti affinano dai 42 ai 60 mesi. Una regola severa per arrivare a una qualità altissima. «È il nostro obiettivo di famiglia e di azienda. Tutti i nostri vini partono da questo principio e per l’Alta Langa siamo andati a cercare i vigneti e le posizioni migliori» hanno detto Giorgio e Bruno Dogliotti che insieme ai figli Erik, Ivan e Matteo, conducono l’azienda di famiglia attiva dal 1870 e che hanno raccontato anche la storia famigliare che risale, appunto, alla seconda metà del 1800.

Quindi sono arrivate le domande e le riflessioni. Sui prezzi del vino giudicati spesso troppo alti sulle tavole dei ristoranti («Alcuni esagerano altri no» la laconica risposta di un ristoratore); sui mercati dell’Alta Langa e del vino in generale su cui, per alcuni, servono ragionamenti accurati e il coraggio di offrire prodotti particolarmente originali e identitari; sul futuro affidato anche ai low alcol come gli aromatici piemontesi, Moscato d’Asti e Asti Spumante in testa, che possono e devono fare la differenza; sulla necessità di spendere al meglio le risorse messe a disposizione dei Consorzi e sulla vitale urgenza di comunicare e narrare bene e in modo diffuso il vino alle nuove generazioni.
Insomma un mix di “buone intenzioni” ed esigenze che di certo non risolvono, ma fanno riflettere.
E intanto auguri agli Alta Langa di Dogliotti 1870.

fi.l.

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