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Dalle aziende. Aspettando il report generale sull’Annata Vitivinicola di Vignaioli Piemontesi e Regione Piemonte, c’è la newsletter di Gaja sull’andamento 2025 in vigna e Cantina per Barbaresco e Barolo. E dice che…

Mentre Vignaioli Piemontesi in collaborazione con la Regione Piemonte annuncia l’annuale incontro dal titolo “L’Annata Vitivinicola in Piemonte 2025” (giovedì 11 dicembre dalle 14,30 al Castello di Costigliole d’Asti) e puntualizza come rappresenti “un momento di sintesi e confronto sull’annata appena conclusa, con l’obiettivo di analizzare le caratteristiche della vendemmia 2025 e delineare il profilo qualitativo e quantitativo della produzione vitivinicola regionale” ecco che ci sono aziende che diffondono la propria analisi.

È il caso della newsletter di novembre inviata a operatori e giornalisti da Gaja, il brand che identifica l’omonima azienda vitivinicola piemontese con quartier generale a Barbaresco e con tenute anche in Toscana nella zona di Bolgheri (Ca’ Marcanda) e Montalcino (Pieve Santa Restituta).

Il report Gaja ha questa premessa «È ancora troppo presto per fare previsioni, ma le prospettive sono molto promettenti. L’elevata piovosità del 2024 ha creato non pochi disagi all’annata, ma è stata anche la premessa per gli ottimi risultati del 2025. Una buona riserva idrica, un inverno mite, una buona distribuzione delle piogge e pochi eventi estremi hanno favorito un ottimo stato vegetativo della vite, accelerato la maturità delle uve e portato ad una vendemmia anticipata rispetto alla media».

Poi affronta la situazione a Barbaresco e nella zona di Barolo : «L’annata – si legge nel documento – è stata caratterizzata da un inizio piovoso, una bassa fertilità e un’estate precoce; le piogge che si sono verificate in vendemmia (unitamente a temperature sopra la media) ci hanno fatto preoccupare, ma in realtà si sono rivelate propizie al raggiungimento della piena maturità delle uve. È un’annata in cui i vini hanno profumi generosi e grande struttura, due componenti che non sempre si trovano insieme. Per quanto la 2004 fosse un’annata di maggiore abbondanza e la 2025 sia stata invece di quantitativi contenuti e quindi di maggiore concentrazione, ritroviamo una somiglianza tra l’aromaticità e l’espressività delle due annate. I vini nel 2025 hanno carattere e sostanza, sono pieni e potenti, hanno una struttura importante, grande espressività fruttata, tannini fitti e dolci ed un buon equilibrio. La produzione nel 2025 è però limitata, con cali a volte del 20% e in certi casi del 30% rispetto allo scorso anno». Infine accenni alla raccolta delle uve tra Barbaresco e Barolo terminata tra settembre e i primi di ottobre: «A Barbaresco – riferisce il report Gaja – la vendemmia si è chiusa il 26 settembre, le uve si sono presentate saporite e aromatiche. Nella zona di Barolo le piogge hanno favorito una più rapida maturazione delle uve, il 28 settembre è terminata la vendemmia a La Morra ed i grappoli erano leggermente più grandi per la maggiore piovosità, ma senza perdita di concentrazione: le uve erano ricche di gusto, con tannini fitti, ma eleganti. A Serralunga la vendemmia è terminata il 7 ottobre, le maturazioni si sono protratte più a lungo grazie alla buona riserva idrica dei suoli, garantendo equilibrio e ottima sanità».

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