Imprese. L’esempio Michelis a Mondovì: pasta, dolci, alimenti firmati e anti intolleranze. Business del gusto insomma, ma anche cultura, arte e territorio. «Perché vivere bene è un’arte»

inserito il 23 luglio 2016

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In questa Italia sballottata dai venti della crisi economica, persino spaventata dalla disoccupazione, dalle guerre e dalla enormi trasformazioni sociali che stanno travolgendo popoli e culture, ci sono aziende e imprenditori che appaiono come vere oasi di volontà, sviluppo, persino ottimismo. È il caso della Michelis di Mondovì. Una realtà alimentare in sviluppo continuo, con progetti all’avanguardia che vanno dalla pasta fresca ai prodotti da forno, dai prodotti alimentari per chi ha intolleranze alimentari, agli alimenti confezionati firmati da famosi chef, alla ristorazione che abbina ricette di alta cucina al servzio “fast”, alla partnership con inziative di tipo culturale e artistico. Insomma un’impresa che in altri tempi si sarebbe detta “illuminata” che oggi deve fare scuola. Perché è di questi esempi di cui l’Italia ha bisogno ed è per chesto che ne parliamo e scriviamo qui.

Da tre generazioni la famiglia Michelis fa pasta nel cuore del Piemonte, in una zona, quella di Mondovì, a due passi dal cuore dell’area di produzione del Barolo. Anzi uno degli stabilimenti produttivi, quello della Monfortina dove si produce pasta all’uovo, è sulle colline di Monforte d’Alba, cicondato dalle vigne di nebbiolo da Barolo. Marco Michelis, figlio di Egidio, è il rappresentante della terza generazione di pastai, che oggi fanno molto di più. Il gruppo Michelis, un fatturato di 14 milioni di euro e un centinaio di dipendenti, oggi produce alimenti da forno, sughi e alimenti pronti con la collaborazionwe di uno chef stellato come Davide Palluda, gestisce propri ristoranti monomarca (uno è in apertura alla stazione Termini di Roma) e ha collaborazioni con colossi della distruzione alimentare come Eataly. E pensare che tutto è nato nel 1919 quando in un locale, nel retro di un osteria a Mondovì, nasce un piccolo laboratorio di pasta fresca e pasticceria artigianale, gestito Mario Michelis. «In meno di 5 anni – raccontano i Michelis – la piccola osteria si trasforma in un medio laboratorio artigianale. La guerra ne frenò purtroppo lo sviluppo, ma la vera rinascita commerciale avvenne dopo il 1945, quando si crea una rete di distribuzione limitata all’area monregalese e ad alcuni paesi limitrofi» Le altre tappe sono: il 1962 quando l’attività passa in mano al figlio di Mario, Egidio, apre un punto vendita nella vicina Liguria. Negli anni la produzione si amplia: accanto alla pasta e alla paste di meliga, i tradizionali biscotti di Mondovi di farina di mais, arrivano altre ricette, nel 1985 e nel 1997 si avviano linee di congelamento e di confezionamento in atmosfera protettiva per favorire la conservazione e la spedizione di prodotto freschi. Poi ci sono quelle che vengono chiamate iniziative istituzionali. La Michelis è partner del progetto “Magnificat”  (http://magnificat-italia.com/) che ha aperto al pubblico le visite alla magnifica cupola ellittica, la più grande al mondo con questa forma, del Santuario di Vicoforte Mondovì costruito 6 secoli fa, abbellita con un affresco a tema unico di oltre 6 mila metri quadrati. Dunque gli affari non servono sono a far crescere la propria azienda, ad aumentare la qualità della vita degli imprenditori e dei dipendenti (che è già tanto di quetsi tempi), non servono solo a far crescere il “made in Italy” nel mondo, ma anche a nutrire lo spirito e la mente e magari anche il cuore, secondo un fortunato slogan di Michelis che recita: “Vivere bene è un’arte”.

Filippo Larganà (filippo.largana@libero.it)

Qui di seguito i video e le foto di Vittorio Ubertone.

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