
A Montebruna, la storica proprietà di Braida a Rocchetta Tanaro interamente dedicata al vitigno barbera, la vendemmia si è iniziata il 15 settembre. «È la 25ª raccolta di una vigna che racconta la storia di una famiglia, di una collina e di un progetto nato da un sogno di Giacomo Bologna e portato avanti, dalla metà degli anni Novanta, dai figli Raffaella e Giuseppe, impegnati nel ricomporre una proprietà allora frammentata tra numerosi agricoltori» fanno sapere dalla Cantina Astigiana.

Oggi Montebruna si estende per 30 ettari, caratterizzati da una fitta densità d’impianto che favorisce grappoli più piccoli e una maturazione ottimale. Una terra diventata anche racconto attraverso il progetto “Una terra che parla”, nel quale i filari si trasformano idealmente in scrittura, poesia e musica. Negli anni, la vigna ha ispirato artisti e autori come Bruno Lauzi, Giorgio Faletti, Roby Facchinetti, Omar Pedrini e Paolo Conte.
La vendemmia 2026 arriva, come è successo anche per altri vitigni, con un leggero anticipo, fotografando l’evoluzione delle stagioni e confermando l’importanza del lavoro in vigna per preservare l’identità del vino.

«Venticinque vendemmie dopo – raccontano Raffaella e Giuseppe Bologna – Montebruna continua a ricordarci che un vino nasce prima di tutto da una terra».
Montebruna è una Barbera d’Asti DOCG ottenuta esclusivamente da uve di proprietà. Dopo circa due settimane di fermentazione in acciaio, matura un anno in grandi botti di rovere. Nel calice esprime profumi di ciliegia matura e piccoli frutti rossi, con un sorso pieno, armonico e persistente, chiuso da una piacevole nota di mandorla.

Una storia che continua, dunque, vendemmia dopo vendemmia. Perché a Montebruna, prima ancora del vino, c’è una terra. E quella terra continua a parlare.



