
Una lunga (ma non lunghissima) galleria fotografica che dà una cronaca visiva di quello che è stato il Vinitaly 2026 (12-15 aprile) nell’area Piemonte gestita dal Consorzio Piemonte Land of Wine d’intesa con la Regione.
Quello che traspare, a nostro avviso, è la consapevolezza plastica di un settore che è adulto, che ha superato, per fortuna, i facili entusiasmi di un’adolescenza enologica durata fin troppo e che oggi deve confrontarsi con il “gioco duro”, tra problemi interni e internazionali. Con, tuttavia, la coscienza di avere tutte le carte in ordine per risolverli. Non è poco.
Ora, rinunciando a noiosi e inutili pistolotti, quello che abbiamo colto tra gli stand e nelle aree istituzionali, è l’attesa intrisa di speranza, ma un’attesa matura, densa di significati. Spiegare questa sensazione non è facile. L’istinto ci dice che gli sviluppi di questo misto di attesa e speranza si vedranno in un futuro prossimo. I produttori non hanno intenzione di stare a guardare, i Consorzi nemmeno, la Politica dice di essersi messa in ascolto, i mercati domestici lanciano buone prospettive, l’estero è ancora una promessa continua, pur con tutti gli inconvenienti di cui ci parla l’attualità. Dunque “eppur si muove”. Il mondo del vino è come un grande pianeta errante la cui corsa, pur con qualche deviazione e impercettibili rallentamenti, non è arrestabile.
fi.l.