
Nel cuore di Canelli, tra le colline che raccontano una lunga storia di vino e di bollicine e che sono la patria del primo spumante d’Italia a base di uve moscato bianco, nasce “Sbagliatissimo”, un cocktail che è insieme gesto creativo, omaggio e dichiarazione d’amore per un territorio che è ancora oggi un pilastro dell’enologia italiana e mondiale.
A firmarlo è Lorenzo Roveta, appassionato barman iscritto all’Aibes e titolare dello storico Caffè Roma, punto di riferimento per chi, in città, local, di passaggio o turista, cerchi il rito dell’aperitivo fatto con cura, competenza e consapevolezza.
Racconta Roveta: «Sbagliatissimo nasce quasi per gioco, come succede spesso alle idee migliori. Avevo in mente da tempo il Negroni Sbagliato, un grande classico italiano, inventato a Milano al Bar Basso, dalla famiglia Stocchetto. Un cocktail che ha fatto la storia della mixology e che continua a essere un simbolo di creatività e leggerezza». Da qui l’intuizione: rendere omaggio a quel mito declinandolo, però, in chiave profondamente canellese.
La struttura del drink resta fedele allo spirito originale: Bitter, Vermouth Rosso (di Torino) e bollicine. Ma è proprio su questo ultimo ingrediente che Roveta compie la scelta identitaria più forte. Spiega: «Per me era impensabile usare uno spumante qualsiasi. Siamo a Canelli, una delle capitali mondiali delle bollicine. Qui nasce l’Asti Spumante, un vino unico per storia, profilo aromatico e riconoscibilità. Sostituire lo spumante generico con l’Asti Spumante è stata una scelta istintiva, automatica».
Così prende forma “Sbagliatissimo”: un nome che gioca sull’ironia, strizza l’occhio al Negroni Sbagliato e, allo stesso tempo, rivendica una personalità autonoma. «Perché questo cocktail è sbagliato due volte, o forse sbagliato nel modo giusto – commenta con una battuta Roveta -. Anche perché – aggiunge – utilizza l’Asti Spumante, che molti non si aspettano in un cocktail di questo tipo, ma che invece funziona perfettamente».
Nel bicchiere, l’Asti Spumante porta con sé freschezza, aromaticità e una dolcezza naturale che dialoga con l’amaro del Bitter e la speziatura del Vermouth Rosso di Torino. «L’equilibrio è tutto», sottolinea il barman. E chiarisce: «L’Asti non deve coprire, ma accompagnare. Non deve essere un vezzo, bensì l’anima del cocktail».
Ma Sbagliatissimo è anche una dichiarazione di principio. Afferma Roveta: «Da barman, e da iscritto Aibes, sento la responsabilità di valorizzare i prodotti del territorio. L’Asti Spumante è una delle eccellenze enologiche del Piemonte del vino, conosciuta in tutto il mondo. Eppure, spesso viene relegata a un consumo tradizionale, quasi stereotipato. Io credo invece che abbia un enorme potenziale anche nella miscelazione, come dimostra il mio “Sbagliatissimo” e come confermano anche i cocktail che miei colleghi realizzano proprio con l’Asti Spumante e col vino “fratello”, il Moscato d’Asti».
Un potenziale che, secondo il barman canellese, può diventare anche strumento di racconto e promozione. «Il cocktail è un linguaggio contemporaneo – dice Roveta -. Può avvicinare le persone a un vino, incuriosirle, invitarle a scoprirne la storia. “Sbagliatissimo” vuole fare proprio questo: dare visibilità all’Asti Spumante in un contesto diverso, senza snaturarlo» assicura. Anche il bicchiere, una larga coppa con un lungo stelo che la fa troneggiare sui tavoli, è stato pensato per contribuire alla creazione di un cocktail dai connotati iconici, riconoscibili e fortemente distintivi. Un po’ come i maxi calici utilizzati tradizionalmente al Bar Basso per servire il Negroni Sbagliato.
D’altra parte il legame con Milano e con il Bar Basso non è mai messo in discussione da Roveta. Anzi, è dichiarato. «Il mio è un tributo sincero. Il Negroni Sbagliato è un’icona. Senza quella intuizione “Sbagliatissimo” non esisterebbe. Ma ogni territorio ha il diritto e il dovere di raccontarsi attraverso ciò che ha di più autentico» conferma il barman canellese.
In fondo, è questo il senso più profondo del cocktail. Non solo una miscela ben riuscita, ma un ponte tra tradizione e contemporaneità, tra il mito milanese del Negroni Sbagliato e l’identità piemontese delle colline di Canelli. «Se anche solo una persona, bevendo “Sbagliatissimo”, si fermerà a pensare all’Asti Spumante in modo nuovo, allora avrò centrato l’obiettivo» conclude Roveta,
fi.l.
(collaborazione immagini e video Enrico T. Larganà)






