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Dalle aziende (vino). Che anno sarà per il vino piemontese? Réva Winery (La Morra) racconta le previsioni per la vendemmia 2026. «La sfida? La vendemmia anticipata»

Nel cuore delle Langhe, Réva Winery traccia la rotta tra il consolidamento della stagione vitivinicola passata, e attualmente in fase di affinamento, e le delicate quanto promettenti sfide agronomiche che anticipano la vendemmia 2026. Attraverso lo sguardo e l’esperienza dell’enologo Alessandro Truzzi, la cantina piemontese – che cura vigne nei rinomati territori di Monforte, Novello, Serralunga e Verduno – ribadisce la propria filosofia produttiva focalizzata su vini contemporanei, puliti e verticali, capaci di resistere con carattere alle complessità del cambiamento climatico.

Il mese di luglio 2026 si conferma decisivo per le sorti del prossimo raccolto. In questo ciclo, l’alternanza di precipitazioni tra inverno e primavera ha permesso di immagazzinare l’acqua necessaria per far fronte al clima torrido degli ultimi mesi. La fioritura omogenea ha portato a un’allegagione ottimale: oggi i grappoli si presentano sani, spargoli e ben distribuiti sulla pianta. Nelle ultime calde settimane, la gestione della parete fogliare è diventata l’assoluta priorità in vigneto per scongiurare scottature e mantenere efficiente la fotosintesi. Réva ha operato defogliature mirate e leggerissime, intervenendo esclusivamente sul lato meno esposto al sole pomeridiano. Le stime quantitative per la vendemmia 2026 prevedono una produzione regolare e in linea con le medie aziendali, supportata da futuri diradamenti per garantire il perfetto equilibrio della pianta. Sul fronte qualitativo le aspettative rimangono eccellenti, pur mantenendo la necessaria scaramanzia che il lavoro agricolo impone di fronte all’imprevedibilità climatica.

Osserva l’enologo: «La sfida sarà l’anticipo delle date di vendemmia. Di nuovo, il tempismo sulla raccolta e la capacità di gestire gli spazi in cantina durante le fermentazioni saranno cruciali per mantenere la qualità delle uve. I cambiamenti climatici sono una realtà quotidiana. In Langa la sfida si gioca sulla gestione delle anomalie idriche e sull’innalzamento delle temperature, che rischia di regalarci alcolicità elevate a discapito della freschezza aromatica. La chiave per noi è la flessibilità nel leggere l’annata e intervenire tempestivamente».

Per contrastare tali dinamiche, Réva adotta pratiche agronomiche conservative: salvaguardia della fertilità del suolo evitando lavorazioni profonde, stimolo allo sviluppo di apparati radicali profondi e un meticoloso lavoro sartoriale sulla vegetazione. Un approccio che mira a preservare i tratti distintivi del marchio: eleganza, pulizia espressiva e freschezza. La stagione scorsa, invece, viene archiviata da Réva come l’annata dell’equilibrio ritrovato. Sebbene l’estate calda e asciutta del 2025 abbia imposto ritmi serrati e riflessi pronti, la chiave di volta è stata una primavera eccezionalmente piovosa, fondamentale per l’accumulo di riserveidriche profonde. Una dote d’acqua rivelatasi vitale nei mesi successivi per evitare stress idrici alle piante, conducendo a un ciclo vegetativo accelerato e a una raccolta leggermente anticipata, governata da meticolosi campionamenti in vigna.

A quasi un anno dalla raccolta, è lo storico Cru Ravera a Novello a regalare la sorpresa più grande e un’evoluzione inattesa. Notoriamente caratterizzato da altitudini importanti e correnti fresche che donano una spiccata verticalità minerale, si temeva che la solarità del 2025 potesse appiattirne il profilo verso note troppo mature ed opulente. Al contrario, le vigne vecchie hanno risposto attingendo alle riserve idriche sotterranee, preservando intatta l’identità espressiva del terreno.

CHI È

Réva Winery fa parte del progetto Réva, fondato da Miroslav Lekes (classe 1971, originario della Repubblica Ceca, imprenditore nel settore della distribuzione dei farmaci, scopre le Langhe oltre vent’anni fa). L’obiettivo è quello di modernizzare la viticoltura in un territorio tradizionalista, combinando creatività e innovazione con il rispetto per le tradizioni locali. L’azienda coltiva un ampio patrimonio viticolo delle Langhe, cercando di armonizzarsi con il paesaggio circostante e preservare la biodiversità durante la produzione. Réva ha sviluppato un HUB produttivo dotato di tecnologie all’avanguardia, con sistemi a temperatura controllata per garantire standard elevati di qualità e sicurezza nel processo dalla vendemmia alla bottiglia. Questa sinergia tra innovazione e tradizione rappresenta il cuore del progetto vitivinicolo di Réva.

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