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Dalle Cooperative (vino). Alla Sei Castelli di Castelnuovo Calcea e Agliano Terme la vendemmia alle porte rivela la resilienza della Barbera. E intanto è pioggia di premi e riconoscimenti 

La Cantina Barbera dei Sei Castelli, con sedi a Castelnuovo Calcea e Agliano Terme nell’Astigiano, è uno dei punti di riferimento per la coltivazione del vintigno barbera e la produzione della Barbera d’Asti.

Anche per i soci della cooperativa (presidente Maurizio Bologna, direttore enologo, Enzo Gerbi), si sta avvicinando il momento della vendemmia delle uve barbera da cui si ottengono, oltre le tipologie storiche a cominciare dalla Barbera d’Asti, anche il Nizza docg e, per quanto riguarda la Sei Castelli, anche spumanti sorprendenti come Perluna, un Extra Brut che miete molti consensi.

Assodato come il clima caldissimo di questa estate 2026 abbia anticipato la raccolta per quasi tutte le tipologie – dalle basi per spumanti, ai bianchi per vini fermi, agli aromatici – per le uve barbera, a seconda delle posizioni, le operazioni di vendemmia potrebbero cominciare a inizio settembre. In altre annate si raccoglieva da metà settembre se non a ottobre.

Per la barbera lo stress idrico si è fatto sentire, ma in modo non così pronunciato. Lo conferma Enzo Gerbi: «In realtà la barbera ha, come di consueto, sfoderato la sua tipica resilienza e le piogge di primavera hanno consentito alla pianta di resistere».

Poi ci sono le lavorazioni in vigna che vanno fatte tendendo conto dell’esposizione solare e della necessità di proteggere i grappoli da un irraggiamento troppo intenso.

«Grappoli che, però, alla fine queste temperature, fino ad ora, hanno mantenuto sani e al riparo da parassiti e malattie» precisa Gerbi, il quale sulla qualità si rimette ai primi carichi che arriveranno in Cantina: «Solo allora potremo dire qualcosa di concreto, ma – aggiunge il direttore enologo – i presupposti in vigna per fare ottimi vini firmati 2026 ci sono tutti».

E che i vini della Cantina Barbera dei Sei Castelli siano ottimi e incontrino sempre di più il favore di appassionati e di addetti ai lavori lo dimostrano anche i premi e riconoscimenti conquistati in questa estate infuocata.

Li citiamo in ordine sparso: il Nizza docg Le Vignole 2025 ha ottenuto la “Corona” assegnata dai coordinatori regionali della guida “Vinibuoni d’Italia” edita dal Touring Club Italiano e che viene assegnata ai vini che che hanno raggiunto il punteggio più alto nelle commissioni di selezione.

Inoltre la Barbera d’Asti DOCG Il Risveglio del Ceppo 2023 si è riconfermata sul podio anche nella Guida Untold, ottenendo il massimo riconoscimento: Tre Cavatappi su Tre. Un risultato importante, accompagnato anche dai riconoscimenti ottenuti da altri due vini della cantina: il Nizza DOCG Le Vignole 2023 con Due Cavatappi su Tre e il Nizza DOCG Riserva I Firmati 2022, Un Cavatappi su Tre. Da considerare che quest’anno la Guida Untold ha degustato alla cieca oltre 1500 vini provenienti da più di 600 cantine.

Infine, ma non non meno importante, la Gran Medaglia d’Oro conquistata al Concours Mondial de Bruxelles 2026 e assegnata alla Barbera d’Asti Il Risveglio del Ceppo 2023 e che dalla Cantina Barbera dei Sei Castelli commentano così: «È un riconoscimento che ci rende orgogliosi, ma che per noi racconta qualcosa di più grande. Anni fa è iniziato un progetto di ricerca e recupero per salvaguardare il patrimonio genetico di antiche vigne di Barbera che rischiava di andare perduto. Da quella visione è nato Il Risveglio del Ceppo: una Barbera d’Asti che affonda le proprie radici nella storia e guarda al futuro. Questo premio internazionale non celebra soltanto un vino: celebra la scelta di credere che ciò che sembra destinato a scomparire possa ancora avere molto da raccontare».

In coda un annuncio di servizio: il Centro enoturistico della Cantina, in regione Opessina 41 a Castelnuovo Calcea, oltre a ospitare il punto di degustazione e vendita dei vini e una sala polivalente che spesso è utilizzata per iniziative ed eventi, è sede del Museo l’Anima del Vino con le opere dell’artista locale, Ezio Ferraris, ottenute dai ceppi di viti vecchie che sono diventate vere sculture. Ora, dopo aver accolto in luglio anche le opere del mastro ceramista Germano Casone, il museo è disponibile a ospitare altre mostre d’arte. Basta che gli artisti interessati si facciano avanti. Info: puntovendita@barberaseicastelli.it – 0141 957137.

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